No-Meat-Balls Vegetariane

Purpett’ vegetariane. Io sono carnivoro, lo ammetto e non ne posso fare a meno, ma le verdure, i legumi, gli ortaggi, hanno gusto, colore e si prestano praticamente a tutto. Ammetto anche questo.
Questo piatto è per i puristi della verdura. Non per i vegani, perchè c’è l’uovo, ma tant’è. Nessuno è perfetto.

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Ingredienti (per una ventina di polpettine):

  • 1 melanzana
  • 1 barattolo di fagioli  cannellini
  • 1 cipolla
  • pangrattato 150 gr.
  • 1 uovo
  • olio EVO q.b.
  • sale q.b.
  • pepe q.b.
  • paprica piccante q.b.

Preparazione:

Prendete una melanzana e pelatela (la buccia conservatela perchè, di sicuro, prima o poi vi servirà. Io ad esempio in frigo avevo solo il “pane” della melanzana perchè la buccia l’ho usata ieri). Tagliatela a cubetti e mettete il tutto a soffriggere in padella, a fiamma medio-bassa, con uno spicchio d’aglio in camicia ed una cipolla tritata finemente. Dopo qualche minuto, appena la melanzana appare dorata, aggiungete un pochino d’acqua e coprite con un coperchio. La vogliamo morbida.
In un pentolino mettete un filo d’olio, uno spicchio d’aglio ed aggiungete i fagioli in barattolo dopo averli sgocciolati. Salate, pepate e coprite. Anche i fagioli li vogliamo sfattissimi.
Spegnete entrambe le fiamme, togliete le melanzane dalla padella e mettetele in una ciotola a freddare. Aggiungeteci metà dei fagioli. Cercate di non portarvi dietro troppo olio.
L’altra metà dei fagioli la frullate, aggiungendo, se è il caso, un goccio d’acqua. La crema deve risultare densa ma non troppo. Tipo ketchup, per capirci.
Appena freddato il composto nella ciotola, aggiungete un uovo e del pangrattato. Ora, di pangrattato ho segnato 150 grammi, ma la realtà è che la quantità varia a seconda delle dimensioni della melanzana in questione. La mia era media, se la vostra ha dimensioni bibliche o lillipuziane, ecco, variate la quantità di pangrattato sapendo che il composto deve essere denso, lavorabile e “sferizzabile”.
Salate e pepate, dopodichè prendete piccole porzioni di composto e create delle piccole sfere. E’ un lavoro noioso, lo so, ma non cedete alla tentazione di fare delle megapalle, perchè poi cuoceranno da schifo. Dovete soffrire.
In un pentolino, se siete ordinati magari avete lavato quello dove avevate (s)cotto i fagioli, aggiungete dell’olio di semi (io ho usato quello di girasole, evitate quello di semi vari, perchè vari è sinonimo di “c’è dentro di tutto”). Friggete.
Impiattate adagiando le polpettine sulla crema di fagioli. Spolverate con un pizzico di paprika piccante, assaggiate e godete.
Costo: due o tre euro. Tempo di preparazione: quindici minuti.

P.s. Avevo promesso alla mia signora che alla prossima ricetta in cui avrei utilizzato un uovo, avrei perorato la causa delle galline.
Se potete e non vi pesa troppo il c….scegliete una confezione di uova con la dicitura “allevate all’aperto”. In alternativa, va bene (meno) anche “allevamento a terra”. Significa che le galline comunque  non sono libere di muoversi, ma che almeno non sono stipate in gabbie microscopiche. In batterie verticali. Immobili.
Su questa nota allegra, ma necessaria per un minimo di sensibilizzazione, vi saluto.

Enjoy!

Con questa ricetta partecipo al contest http://www.nonsolopiccante.it/2013/09/18/contest-bruciore-2013/
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www.toscanidasempre.it

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Il primo post e la prima ricetta

La premessa è: farò di meglio con la veste grafica di questo blog.
Per il momento, mentre cerco di capire come funziona wordpress, due righe di presentazione e la prima ricetta.
Mi chiamo Antonio, adoro cucinare, mi sentivo uno sfigato ad essere l’unico appassionato di cucina a non avere un blog (che non sarà uno di quei blog in cui gente che non cucina critica chef blasonati o meno) e così mi sono deciso a crearne uno tutto mio.
Dopo essermi reinventato un milione di volte, passando da grafico a responsabile della qualità a proprietario e gestore di locali, dopo aver attraversato come una cometa aziende come IBM e FIAT, dopo aver aperto due pub/american bar, uno a Piombino ed uno a Torino, eccomi tornato all’amore di sempre: la cucina.
Ho capito che da grande voglio fare il cuoco. E poco importa se è strano che uno lo decida a trentasette anni. L’importante è capire chi siamo a cosa vogliamo fare nella vita. E’ una cosa che da’ soddisfazione anche a novant’anni.
Questo è quanto. Spero di non annoiarvi e di darvi qualche buona idea per divertirvi in cucina. Qualsiasi critica e/o suggerimento è più che gradito. Se esagerate, vi vengo a cercare sotto casa.
Ora, l’impegno che prendo con voi, e sono sicuro di rispettarlo perchè l’ho preso con me, la mia compagna ed il mio portafogli qualche tempo fa, è che tutte le ricette che troverete su questo blog saranno…rullo di tamburi…E-C-O-N-O-M-I-C-H-E.

Tanto per non dilungarmi in chiacchiere, ecco la prima di quella che spero sarà una lunga serie di ricette.

SPAGHETTI CON ZUCCHINE E CIPOLLE ROSSE

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Ingredienti (per una persona):

-80 gr spaghetti

-1 zucchina piccola (la vogliamo piccola perchè ha più parte verde)

-1/2 cipolla rossa

-1 spicchio  d’aglio

-1 peperoncino secco piccolo

-sale ed olio q.b.

Allora, signori/e…iniziamo: prendete una bella pentola per la pasta e mettete a bollire l’acqua.
Nel frattempo, in una padella calda, mettete dell’olio (senza esagerare, tanto aggiungeremo l’acqua di cottura della pasta), uno spicchio d’aglio in camicia ed il nostro piccolo peperoncino, senza romperlo.
Quando l’aglio è imbiondito, toglietelo insieme al peperoncino. Abbiamo semplicemente fatto insaporire l’olio.
Aggiungete, a fiamma bassa, la cipolla e la zucchina.
Quest’ultima l’abbiamo precedentemente tagliata a metà ed affettata alla julienne,  utilizzando solo la parte esterna, quella verde. Il “pane”, la parte bianca, lo faremo a dadini piccolissimi e li aggiungeremo in un secondo momento, per evitare che si brucino dato che hanno una cottura più rapida.
Salate, perchè vogliamo che le zucchine rilascino un pò d’acqua.
Quando l’acqua della pentola bolle, salate ed aggiungete gli spaghetti.
Aggiungete nella padella anche i pomodorini tagliati alla brunoise, che non è una parolaccia ma significa semplicemente “tagliati a dadini”. So che è più facile dirlo così, ma brunoise fa figo. Chiedete a Cracco.
Se il sughetto si ritira troppo, aggiungete un pò d’acqua di cottura. Contiene amido e ci servirà per avere un sughetto denso, che avvolga la pasta senza l’ausilio di farina, maizena o quant’altro. Ricordatevi solo che è salata, quindi occhio.
Quando mancano un paio di minuti al completamento della cottura della pasta, tiratela via con un forchettone senza scolarla. Mettetela in padella, aggiungete acqua di cottura e lasciatela “risottare”, aggiungendo la parte bianca della zucchina tagliata, come abbiamo detto, a dadini piccolissimi. Assaggiate di tanto in tanto.
Spadellate un pochino, che fa sempre figo, e togliete il tutto dal fuoco. Il sughetto, grazie all’amido presente nell’acqua di cottura della pasta, ha “legato” tutti gli ingredienti.
Impiattate come preferite, guarnite con qualche filo di zucchina alla julienne, aggiungete un goccio d’olio extravergine a crudo ed una macinata di sale. Io ho utilizzato quello rosso, vulcanico, delle Hawaii.
Inforchettate. Godete.
Costo dell’operazione: praticamente nullo. Tempo impiegato: dipende da quanto siete veloci ad affettare, in ogni caso non più di venti minuti in totale.

Enjoy!