Flan di melanzane con crema di pecorino

Ricetta dovuta. Mesi fa avevo postato un All In di melanzane, in cui compariva anche il flan. Un antipasto, o aperitivo se si preferisce, che adoro. Sfiga ha voluto, però, che all’epoca non avessi stampini a portata di mano. Ragion per cui al posto di un morbidissimo panettino di melanzane, venne fuori una poltiglia informe di un verde alieno.
Questa volta mi sono preparato e ad accompagnarmi c’era la musica ambient di un mio carissimo amico,  noto dj del torinese e compare di tante serate passate tra birra, shot ed hamburger (https://www.mixcloud.com/GianniMarchese/)…gioventù sregolata…beata gioventù.

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Ingredienti (per 4 persone):

  • una melanzana e mezzo…circa 600 gr.
  • 200 ml di panna da cucina
  • 3 uova
  • sale q.b.
  • pepe q.b.
  • 130 gr di pecorino
  • una tazza di latte
  • una noce di burro
  • olio EVO
  • 1 testa d’aglio

Preparazione:

Eccoci. Tanto per cominciare, accendete le casse del pc, collegatevi al sito del mio amico (https://www.mixcloud.com/GianniMarchese/), scaricate e mettete su una degna colonna sonora. Per un aperitivo, preferite l’ambient al tunz-tunz. Si, lo so, è pubblicità…ma se lo fa la Parodi, che invita in trasmissione la sua pediatra, posso farlo anche io. E che cazzo.
In una padella, mettete a soffriggere dell’aglio in camicia. Sbucciate le melanzane, meglio se lo fate con un pelapatate perchè così non sprecherete nulla, e tagliatele a dadini.  Mettetele in padella e fatele rosolare appena, poi abbassate la fiamma ed aggiungete una mezza tazzina d’acqua. Fatele andare finchè le melanzane non saranno morbide. Salate.
Una volta pronte, in una ciotola, unitele alle uova ed alla panna. Amalgamate il tutto con una forchetta schiacciando le morbide, morbide melanzane e date una bella botta di pimer ad immersione. Deve venire fuori un compopsto fluido, non molto denso ed uniforme. Salate e pepate.
Imburrate gli stampini, quelli da budino o da cupcacke, in alluminio (lo stampino, non la cupcacke), e riempiteli per tre quarti. Il composto, cuocendo, crescerà un pochino e non vogliamo che fuoriesca. Forno a 180°, una teglia con i bordi alti riempita d’acqua e cuocete il tutto a bagnomaria per 20-22 minuti.
A parte, in un pentolino dai bordi alti, mettete a sciogliere il pecorino nel latte, aggiustando di sale se necessario.
Togliete i flan dagli stampini, capovolgendoli, ed impiattate guarnendoli con la crema di pecorino.
Farete un figurone.
Enjoy!

Costo: tre euro, forse quattro. Tempo di preparazione: 30-40 minuti.

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Melanzana All In – tataki di melanzana, pasta alla norma, flan di melanzana

Cos’abbiamo nel frigo? Una melanzana. Ecco, con una melanzana da poco meno di mezzochilo, faremo, come per magia, ben tre piatti.
Un piccolo inciso, prima di dedicarci alla preparazione: è vero che il blog si chiama “Cosa ho nel frigo”, ma in questo caso avrei fatto bene a controllare “Cosa ho in casa”. Ero convinto di avere uno stampino per flan, di quelli in alluminio, per il terzo dei piatti in programma…ed invece nada. Zero. Una tragedia. Ma, al di là dell’aspetto molto crumble, vi assicuro che il gusto del flan è davvero speciale.

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Ingredienti (per due persone):

  • 1 melanzana da mezzo chilo
  • 200 gr di pasta lunga
  • 1 cipolla
  • 2 spicchi d’aglio
  • mezzo limone
  • un cucchiaino di aceto balsamico
  • 1 confezione di panna per cucinare
  • 1 uovo
  • 1 tazzina di latte
  • 1 bottiglia di passata di pomodoro
  • un cucchiaio di grana grattugiato
  • un cucchiao di ketchup
  • 1 rametto di rosmarino
  • 6-8 foglie di salvia
  • 3-4 foglie di basilico
  • 1 mazzetto di prezzemolo
  • un pomodoro rosso
  • olio EVO q.b.
  • sale q.b.
  • peperoncino q.b.

Preparazione:

La prima ricetta è di un cuoco che adoro. Torinese, talentuoso, simpatico e con un timbro di voce estremamente rilassante: Davide Scabin. Il piatto in questione, che per motivi che spiegherò in seguito non ricalcherà precisamente tutti i passaggi di Scabin, è il Tataki di Melanzana. Ora, tataki significa “pestato”, quindi non so bene cosa intendesse lo chef, ma a noi poco importa. Diciamo che la cosa fondamentale di questa ricetta è che tratteremo la melanzana come un pezzo di carne.
Sbucciate la melanzana, conservate tutto quello che avanza perchè servirà per le altre due ricette. Ricaviamo dalla polpa due parallelepipedi (circa 4x4x8 cm). Mettiamoli in un piatto e saliamoli da tutti i lati. In questo modo rilasceranno acqua vegetale. Lasciamoli li per una mezz’ora e vedrete che la melanzana, alla fine, sarà bella sudata.
Asciughiamoli, ungiamo con dell’olio EVO tutti i lati, poi su uno in particolare mettiamo un velo di farina, del rosmarino e del prezzemolo tagliato finemente.
In una padella mettiamo dell’olio EVO e mezza cipolla. Successivamente aggiungiamo la polpa di un pomodoro e lasciamo andare a fiamma medio-bassa per un pò. Dopo meno di dieci minuti, togliete tutto dal fuoco e fate freddare. La differenza con la ricetta di Scabin è qui, lui usa l’interno (i semi) di pomodori cotti al forno e dei pomodorini pachino. Per me, però, il forno consuma troppo ed i pachino costano un boato.
Tornando a noi, una volta freddato il tutto, aggiungete il succo di mezzo limone, un cucchiaino di aceto balsamico ed un cucchiaio di ketchup (sia il ketcup che l’aceto balsamico, non sono nella ricetta originale). Frullate con il pimer.
In una padella con olio ben caldo, adagiamo i parallelepipedi di melanzana partendo proprio dal lato più condito, quello con le spezie. Fate rosolare bene. Diciamo due minuti per lato.
Impiattate come da foto. La salsa, agrodolce, contrasterà molto bene con la nostra aromatica melanzana. E questo è il primo dei tre piatti.

Secondo piatto della maratona di melanzana, è il flan. Prendete circa 150 grammi di polpa di melanzana. Ve ne dev’essere avanzata un bel pò dal tataki di prima.
In una padella mettete a rosolare uno spicchio d’aglio in camicia in un filo d’olio EVO. Aggiungete la melanzana tagliata a dadini e fatela rosolare per un paio di minuti, spadellando spesso. Aggiungete quindi mezzo bicchiere d’acqua, coprite e lasciate cuocere a fiamma bassa per venti minuti abbondanti. Vogliamo che la melanzana sia sfatta.
Prendete una ciotola e schiacciate la melanzana con una forchetta, fino ad avere una purea densa e grossolanamente omogenea. In un’altra ciotola mettete l’uovo, il latte e metà confezione di panna. Mescolate il tutto e successivamente aggiungeteci la purea di melanzana.
Prendete due stampini, quelli che a me mancavano, maledizione, ed imburrateli. Mettete il composto in entrambi e fateli cuocere in forno, a bagnomaria, per mezz’ora a 180°.
In una padellina mettete dell’olio EVO, del peperoncino a piacere e l’altro spicchio di aglio in camicia. Una volta imbiondito, togliete sia l’aglio che il peperoncino. Aggiungete della passata di pomodoro (1/3 della bottiglia) e del basilico e fate andare il tutto a fiamma bassa, fintanto che il sugo non si rapprende.
Tirate fuori i flan dal forno, impiattateli adagiandoli su un letto del nostro sugo di pomodoro. Una squisitezz’…ed è anche bello da vedere, se avete ‘sti benedetti stampini. E due.

Terzo ed ultimo piatto: la pasta alla norma. La ricetta originale prevede della ricotta, ma il blog, come ho detto, si chiama “Cosa Ho Nel Frigo”…e nel frigo non avevo ricotta. Quindi, prendete l’altra mezza cipolla in arsenale, affettatela e mettetela a soffriggere in una padella con dell’olio EVO. Tutta la polpa di melanzana che vi rimane, fatela a cubetti, mentre la buccia la taglierete alla julienne. Fine, per favore. Aggiungete il tutto in padella e fate dorare la melanzana. Dopo qualche minuto, aggiungiamo mezzo bicchiere d’acqua, abbassiamo la fiamma e lasciamo andare per una quindicina di minuti.
Aggiungiamo quindi la passata di pomodoro e facciamola restringere un pò. Verso la fine della cottura aggiungiamo la panna avanzata dal flan, il parmigiano grattugiato e, girando, lasciamo cuocere ancora cinque minuti.
A parte cuocete della pasta lunga. Impiattate come da foto e godete. E tre.

Costo: incredibilmente, per tre piatti, siamo sui cinque euro, forse meno. Tempi di preparazione: beh, che ci voglia poco non posso dirlo, ma per tre piatti io ho impiegato un’oretta e mezza in tutto, prendendomela comoda.

Enjoy!

No-Meat-Balls Vegetariane

Purpett’ vegetariane. Io sono carnivoro, lo ammetto e non ne posso fare a meno, ma le verdure, i legumi, gli ortaggi, hanno gusto, colore e si prestano praticamente a tutto. Ammetto anche questo.
Questo piatto è per i puristi della verdura. Non per i vegani, perchè c’è l’uovo, ma tant’è. Nessuno è perfetto.

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Ingredienti (per una ventina di polpettine):

  • 1 melanzana
  • 1 barattolo di fagioli  cannellini
  • 1 cipolla
  • pangrattato 150 gr.
  • 1 uovo
  • olio EVO q.b.
  • sale q.b.
  • pepe q.b.
  • paprica piccante q.b.

Preparazione:

Prendete una melanzana e pelatela (la buccia conservatela perchè, di sicuro, prima o poi vi servirà. Io ad esempio in frigo avevo solo il “pane” della melanzana perchè la buccia l’ho usata ieri). Tagliatela a cubetti e mettete il tutto a soffriggere in padella, a fiamma medio-bassa, con uno spicchio d’aglio in camicia ed una cipolla tritata finemente. Dopo qualche minuto, appena la melanzana appare dorata, aggiungete un pochino d’acqua e coprite con un coperchio. La vogliamo morbida.
In un pentolino mettete un filo d’olio, uno spicchio d’aglio ed aggiungete i fagioli in barattolo dopo averli sgocciolati. Salate, pepate e coprite. Anche i fagioli li vogliamo sfattissimi.
Spegnete entrambe le fiamme, togliete le melanzane dalla padella e mettetele in una ciotola a freddare. Aggiungeteci metà dei fagioli. Cercate di non portarvi dietro troppo olio.
L’altra metà dei fagioli la frullate, aggiungendo, se è il caso, un goccio d’acqua. La crema deve risultare densa ma non troppo. Tipo ketchup, per capirci.
Appena freddato il composto nella ciotola, aggiungete un uovo e del pangrattato. Ora, di pangrattato ho segnato 150 grammi, ma la realtà è che la quantità varia a seconda delle dimensioni della melanzana in questione. La mia era media, se la vostra ha dimensioni bibliche o lillipuziane, ecco, variate la quantità di pangrattato sapendo che il composto deve essere denso, lavorabile e “sferizzabile”.
Salate e pepate, dopodichè prendete piccole porzioni di composto e create delle piccole sfere. E’ un lavoro noioso, lo so, ma non cedete alla tentazione di fare delle megapalle, perchè poi cuoceranno da schifo. Dovete soffrire.
In un pentolino, se siete ordinati magari avete lavato quello dove avevate (s)cotto i fagioli, aggiungete dell’olio di semi (io ho usato quello di girasole, evitate quello di semi vari, perchè vari è sinonimo di “c’è dentro di tutto”). Friggete.
Impiattate adagiando le polpettine sulla crema di fagioli. Spolverate con un pizzico di paprika piccante, assaggiate e godete.
Costo: due o tre euro. Tempo di preparazione: quindici minuti.

P.s. Avevo promesso alla mia signora che alla prossima ricetta in cui avrei utilizzato un uovo, avrei perorato la causa delle galline.
Se potete e non vi pesa troppo il c….scegliete una confezione di uova con la dicitura “allevate all’aperto”. In alternativa, va bene (meno) anche “allevamento a terra”. Significa che le galline comunque  non sono libere di muoversi, ma che almeno non sono stipate in gabbie microscopiche. In batterie verticali. Immobili.
Su questa nota allegra, ma necessaria per un minimo di sensibilizzazione, vi saluto.

Enjoy!

Con questa ricetta partecipo al contest http://www.nonsolopiccante.it/2013/09/18/contest-bruciore-2013/
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www.toscanidasempre.it