Pappardelle alla contadina

Oggi mi è presa bene ed ho fatto le pappardelle fatte in casa, con una piccola variente nell’impasto. Il sugo è il classico sugo alla contadina, fatto con quello che avevo nel frigo (n.d.r.).: zucchine, cipolle, pomodori. Fidatevi, ci vuole poco e la pasta all’uovo, fatta in casa, è di un altro livello.

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Ingredienti (per due persone):

  • 2 uova
  • 200 grammi di farina OO
  • un cucchiaino di curcuma
  • 1 zucchina
  • 1/2 cipolla
  • 2 pomodori
  • 1 ciuffo di basilico
  • sale q.b.
  • pepe q.b
  • olio EVO

Preparazione:

Munitevi di ciotola. Aggiungete la farina, poi le uova, la curcuma, il sale ed il pepe. Ricordate che se volete una pasta elastica, ed è il caso delle pappardelle, va usato l’uovo completo (chiara e tuorlo). Se, invece, volete una pasta più compatta, qualche tuorlo in più sarebbe preferibile. In ogni caso, ricordate che, se volete variare le dosi, il rapporto uova-farina è sempre 1 ad 1. Vi ho detto tutto.
Con una forchetta, iniziate ad amalgamare il pastrocchio nella ciotola.
Non appena il composto si è compattato un pò, vuotate il tutto su una spianatoia ed iniziate a lavorare la pasta. Continuate ad impastare per almeno cinque minuti. Con passione, mi raccomando.
Quando l’impasto sarà amalgamato, elastico e bello da schiaffeggiare, avvolgetelo con della pellicola e lasciatelo riposare per un’oretta.
Trascorso quest’arco di tempo, è il momento di tirare la pasta.
Cospargete la spianatoia di farina ed iniziate a lavorare di mattarello. Decidete voi lo spessore. Tagliate, poi, a strisce, ed ecco le vostre pappardelle.
Per il sugo, prendete una padella e rosolate dell’aglio in camicia in un pò di olio EVO. Una volta che quest’ultimo si è insaporito, togliete l’aglio ed aggiungete le zucchine tagliate a cubetti (brunoise) e mezza cipolla. Successivamente i pomodori, sempre tagliati a cubetti.
Mettete a cuocere la pasta e ricordate che cuocerà velocemente. Aggiungete un pò d’acqua di cottura nella padella del sugo, se necessario.
Quando le pappardelle riemergeranno, scolatele alla buona e saltatele per un paio di minuti nella padella con il sugo. Salate e papate a piacimento.
Impiattate. Guarnite con del basilico tritato a coltello. Godete.

Costo: tre euro. Tempo di preparazione: compreso il tempo di riposo della pasta, un’ora e mezza.

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Pasta Cosahonelfrigo

Fedele al nome del blog, l’altro giorno ho guardato cosa avevo nel frigo ed è venuta fuori una modifica interessante di una ricetta vecchia e povera. Gustosa, molto gustosa. E veloce, anche.
Spaghetti con olive nere, acciughe e limone. Li adorerete.

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Ingredienti (per due persone):

  • 15 olive nere
  • un ciuffo di prezzemolo
  • 1 acciuga in barattolo
  • buccia di mezzo limone (preferibilmente biologico)
  • una fetta di pane secco
  • una fetta di pancetta
  • 200 grammi di spaghetti
  • sale q.b.
  • olio EVO
  • pepe q.b

Preparazione:

Per questa ricetta è imprescindibile l’uso di un mixer ad immersione, di un blender o di un frullatore…a meno che non siate parenti stretti di Robocop.
Snocciolate le olive nere (io ho usato quelle sotto sale), pelate mezzo limone (dopo averlo ben lavato), prendete un’acciuga in barattolo senza sgocciolarla, e mettete tutto in un bicchiere da mixer…o nel frullatore…o nel blender…o, se siete parenti di Robocop, dove vi pare. Aggiungete olio EVO, sale (poco, l’acciuga è sapida di suo), e frullate il tutto. Deve venire fuori un bel composto nero e molto fluido.
In una padella mettete a sudare della pancetta tagliata molto fine, una testa d’aglio in camicia che toglierete non appena insaporito l’olio, ed, appunto, dell’olio EVO.
In una piccola padella antiaderente, mettete un goccio d’olio ed una panure di pane secco, ottenuta srbiciolando a modo una fetta di pane. Rosolate il tutto. Darà al piatto quel tocco di croccantezza che vi farà impazzire.
Mettete su la pasta, spaghetti nella fattispecie, e, qualche minuto prima della cottura al dente, toglietela e risottatela nella padella con la pancetta. Questo, al solito, creerà un sughetto bello denso, grazie all’amido presente nella pasta e nell’acqua di cottura.
Una volta cotto il tutto, condite la pasta utilizzando il composto olive-acciuga-limone a freddo, impiattate e guarnite con la panure croccante di pane ed un ciuffo di prezzemolo tritato a coltello.
Godete!

Costo: non so se si arriva a due euro. Tempo di preparazione: quindici minuti.

Spaghettini al limone

Negli ultimi anni sono diventato un fan dei prodotti e dei rimedi naturali. Ne ha risentito, ovviamente, anche la mia cucina.
Il limone, in particolare, è una delle meraviglie della natura. Ha più benefici lui, che un tredici a totocalcio. Fa bene ad una gola irritata, ai reumatismi, aiuta la digestione, potenzia il sistema immunitario e purifica l’apparato digerente. Ho letto che cura anche il colera. Vabeh. In poche parole è una manna. In più è anche buono e si presta ad un primo piatto da urlo: gli spaghettini al limone.

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Ingredienti (per due persone):

  • 1 limone
  • 200 grammi di spaghettini
  • un ciuffetto di prezzemolo
  • mezza tazzina di latte
  • 20 grammi di burro
  • sale q.b.
  • pepe q.b.
  • una spolverata di noce moscata

Preparazione:

Per prima cosa, prendete un bel limone, di quelli profumati, giallissimi, belli rugosi, possibilmente meridionale, e lavatelo bene.
Con un pelapatate, pelatelo, poi con un coltello e con molta cura rimuovete la parte bianca dalle scorzette. E’ amara e non ci piace.
Mettiamo l’acqua per gli spaghettini. Premetto che viene buonissimo anche con i tagliolini, ma costano troppo e dovevo mantere fede al nome del blog. Avevo questi in casa.
In una padella, larga, perchè la pasta la risotteremo, mettete il burro e le scorzette di limone. Fiamma bassa, perchè non vogliamo soffriggere nè l’uno nè l’altro, ma vogliamo che il limone rilasci il suo profumo.
Quando l’acqua è a bollore, calate la pasta. Aggiungete la mezza tazzina di latte nella padella e spolverate con la noce moscata. Salate, pepate e togliete le scorzette di limone.
Prima che la pasta sia cotta, i miei spaghettini avevano nove minuti di cottura e li ho tolti al quinto, mettete la pasta nella padella, con abbondante acqua di cottura. L’amido presente addenserà il sughetto. Fiamma alta.
Assaggiate e regolatevi su quanto volete che sia al dente la pasta.
Impiattate, guarnendo il tutto con del prezzemolo tritato a coltello ed una julienne finissima fatta con un paio delle scorzette di limone che avete tolto dalla padella. Inforchettate. Godete.
Enjoy!

Costo: tra il limone e la pasta, forse, arriviamo ad un euro. Tempo di preparazione: dieci, quindici minuti.

The Breakfast Club

Ammetto di non essere uno di quelli che fa spesso colazione. Di sicuro non sono uno da fette biscottate, marmellata e caffè. Questo anche per colpa dei miei, che mi hanno saturato di alimenti zuccherosi per il resto dei miei giorni. Non posso vedere una crostata nemmeno in foto. Sono un tipo da salato. Da colazione all’americana o continentale, che dir si voglia.
Ecco perchè non la faccio spesso. E’ calorica, inutile girarci intorno. Ma è buona ed è l’ideale se volete fare i fighi con la vostra donna, il sabato o la domenica mattina.
Quella che vi presento è una variante delle classiche uova e pancetta. Le famose Scrumbled Eggs, detto in italiano: uova strapazzate.
Una volta ho sentito chef Cracco che ne parlava ad una convention. Diceva che, quando ha iniziato, era il test che usavano nel ristorante di Montecarlo dove lavorava, per verificare il livello di un aiuto chef.
Devono essere “bavose”, umide, ma cotte. E’ facile, se si sa come fare.

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Ingredienti (per due amorevoli ed affamate persone a colazione):

  • 5 uova (4 intere ed 1 tuorlo)
  • otto fettine di pancetta
  • un cucchiaio di panna da cucina
  • sale q.b.
  • pepe q.b.
  • 4 crostini di pane.

Preparazione:

E’ abbastanza veloce, come ricetta. D’altra parte è una colazione, non avrebbe senso cucinare quaranta minuti.
Prendete le uova, mi raccomando da allevamento all’aperto, rompetele (quattro intere e della quinta usate solo il tuorlo). Mettetele in una ciotola stondata (bastarda) ed iniziate a frustare con delicatezza. Salate (poco perchè vanno accompagnate con la pancetta che è salata), pepate ed aggiungete un cucchiao di panna da cucina. Questo è il componente che le renderà “bavose”, appunto. Questo e la cura con cui le cuocerete.
Frustate finchè il composto non risulterà uniforme.
In una padella, mettete un filo d’olio ed, a fiamma bassa, versate le uova.
Con un cucchiaio girate in continuazione e con delicatezza. Non fermatevi mai e curate, in particolare, i bordi della padella. Non vogliamo che l’uovo si attacchi.
Con pazienza, aspettate che il composto si addensi. Una volta pronto, toglietelo dal fuoco.
In un’altra padella, mettete una noce di burro ed alzate la fiamma. Aggiungete la pancetta e fatela andare, rigirandola, fintanto che non diventa croccante. Toglietela ed asciugatela con un pò di carta assorbente.
Su una graticola, tostate qualche fettina di pane leggermente oliata.
Impiattate come da foto, preparate il caffè, magari aggiungete una rosa sul vassoio, se proprio vi sentite dei fighi bestiali, e portate la colazione alla vostra bella addormentata. Riconoscenza garantita. A meno che non sia una salutista, vegana magari.
Enjoy!

Costo: scarsi due euro  Tempo di preparazione: quindici minuti in tutto.

King Pork Spicy

A volte anche l’insonnia ha un che di positivo. Mi sono svegliato alle 4 e 40, ho acceso la tv e mi sono ritrovato ad ascoltare un B.B.King live e terribilmente in forma, nonostante i centoquaranta chili…almeno.
Ecco perchè la ricetta prende il suo nome. E’ un maiale blues, il piatto, non lui.

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Ingredienti (per due persone):

  • 4 fettine di maiale
  • 1 peperone giallo
  • 1/2 cipolla
  • mezzo litro di latte
  • tre cucchiai rasi di farina
  • 50 + 10 gr di burro
  • noce moscata q.b.
  • un cucchiaino di mix di spezie (curcuma, cannella, pepe, cumino, paprika dolce, granelli di senape).
  • sale q.b.
  • uno shot da 20 cl di cachaҫa (o comunque rum chiaro)

Preparazione:

In un pentolino dai bordi alti, iniziate a fare la besciamella. Cinquanta grammi di burro e tre cucchiai di farina. Armatevi di frustino ed iniziate a girare, fintanto che il composto non risulterà brunito. Fiamma bassa, mi raccomando, perchè non vogliamo una besciamella che sa di carbonella.
Aggiungete, quindi, il latte. Freddo, così da non fare grumi. Man mano aggiungete le spezie, sale, pepe e noce moscata compresi. Io le ho trovate quasi tutte in un unico dosatore, da tritare al momento. All’Eurospin, se non ricordo male. Costa poco, o meglio, il giusto, ed è gustosissimo.
Girate, fintanto che il tutto non risulterà vellutato e denso. Sollevando il frustino dalla pentola, deve colare il classico nastro di besciamella.
In una padella, mettete a sciogliere una decina di grammi di burro, affettate mezza cipolla e quasi tutto il peperone  a dadini. Lasciatene una parte da affettare alla julienne per guarnizione. Quando il burro inizia a rosolare, calate le cipolle ed il peperone. Fiamma bassa. Dopo qualche minuto, una decina, togliete sia la cipolla che il peperone. Al loro posto mettete le fettine di maiale ed alzate la fiamma. Appena rosolati entrambi i lati, prendete lo shot di cachaҫa (è un’acquavite) oppure di rum bianco (è molto simile, nonostante la fermentazione) e preparatevi alla fiammata. Flambè!
Se non avete chiamato i pompieri ed il tutto è riuscito e l’alcol è evaporato, togliete dal fuoco la carne.
In un piatto, adagiate la carne bagnandola con il sughetto di cottura. Salatela, io ho usato del sale rosso vulcanico. Ricoprite il tutto con i peperoni a dadini, la cipolla e la besciamella speziata. Guarnite con qualche nastrino di peperone alla julienne. Crudi.
Assaggiate e godete.
Enjoy!

Costo: meno di cinque euro. Tempo di preparazione: meno di mezz’ora, tutto compreso.

Zabaione di Carbonara

Era un pò che non scrivevo, ma ho continuato a cucinare. Fidatevi. Lo dimostra la bilancia.
Purtroppo il mio computer, la bestia, quell’aggeggio infernale che ho pagato un boato, è imploso. Con lui, sono implosi anche i tools che usavo per le foto. Ragion per cui, per questa volta (solo per questa volta, mi auguro), la foto farà pietà.
Detto questo: la ricetta è gustosissima e veloce.

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Ingredienti per due persone:

  • tre tuorli d’uovo
  • un cucchiaino di panna da cucina
  • 30 grammi di guanciale
  • un filo d’olio EVO
  • sale q.b.
  • pepe q.b.
  • uno shot (circa 20 cl) di prosecco

Preparazione:

Ve lo dico subito, è veloce ma sofferta come ricetta. Lo zabaione va montato a mano. Se siete uomini, gli anni della giovinezza vi verranno in soccorso. Se siete donne, fatevi aiutare da un uomo che ha vissuto intensamente la pubertà.
Prendete le uova e separate i tuorli dalle chiare. Le chiare conservatele perchè qualcosa ci potete sempre fare, in un secondo momento.
In una ciotola di metallo, la famosa bastarda, adagiate i tuorli, salate e pepate. Aggiungete un cucchiaino di panna da cucina ed un filo d’olio. Con un frustino, rendete omogeneo il composto. Un paio di minuti saranno sufficienti.
Ora comincia il bello.
Prendete la bastarda ed adagiatela in una pentola con dell’acqua molto calda (ma non a bollore). Armatevi di santa pazienza ed iniziate, lentamente e dolcemente, a montare.
Dopo qualche minuto (ne servono almeno quindici in tutto, quindi forza e coraggio), aggiungete, sempre mescolando, il bicchierino di prosecco. Continuate a montare ed a maledirmi.
Di tanto in tanto togliete la ciotola dall’acqua, sempre continuando con il frustino. Serve a far addensare il tutto.
Trascorsi quindici minuti, dovreste avere una bella crema di zabaione. Densa, vellutata e, sopratutto, cotta. Perchè il sapore di uovo crudo è terribile. Quindi assaggiate, prima di dichiarare concluse le ostilità con la bastarda ed il frustino. Questa frase devo segnarmela.
In una padellina a parte, mettete a “sudare” il guanciale tagliato a stricioline. Sudare perchè non lo vogliamo soffritto, quindi fiamma bassissima e niente olio. Quando il grasso diventa trasparente, potete toglierlo.
Tostate qualche fetta di pane, impiattate come da foto, e smettetela di maledirmi. Dopo aver assaggiato questa delizia mi sarete riconoscenti.
Enjoy!

Tempo di preparazione: 25 minuti
Costo: irrisorio. Il guanciale costa dagli 8 ai 10 euro al kg, due uova sono circa cinquanta centesimi se le prendete buone…il mazzo che vi siete fatti non ha prezzo.

p.s. Auguri e buon 2014…incrociamo le dita, va.

Tagliolini con Canocchie (alias Cicale, alias Spannocchie, alias Pannocchie)

Oggi mi andava del pesce, senza spendere soldi perchè non ne ho. Per risolvere la questione e togliermi la voglia, mi sono venute in soccorso loro: le bestie con mille nomi. Spannocchie, Pannocchie, Cicale, Canocchie…comunque si chiamino, sono ottime.

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Ingredienti (per due persone):

  • 200 grammi di tagliolini all’uovo
  • 4 canocchie
  • 2 pomodori
  • 1 zucchina
  • 1 cipolla
  • 1 carota
  • 1 costina di sedano
  • pepe q.b.
  • sale q.b.
  • peperoncino q.b.
  • olio EVO q.b.

Preparazione:

E’ veloce, non preoccupatevi. Ed è economica, state sereni. Prendete  le vostre adorate canocchie e con un paio di forbici tagliate lungo i lati, in modo da tirare fuori la polpa intatta. Mettetela da parte e non buttate nè le teste nè i carapaci.
In un pentolino fate tostare i carapaci e le teste (cambieranno colore, da bianco a rosato), poi aggiungete un filo d’olio, il peperoncino, mezza cipolla e la carota. Dopo un paio di minuti, aggiungete un bel bicchiere d’acqua, salate e lasciate andare. Quello sarà il sughetto che filtreremo ed useremo in seguito.
In una padella, mettete un filo d’olio, l’altra mezza cipolla e fatela dorare. Aggiungete, poi, la zucchina tagliata a cubetti (brunoise) e, successivamente, i pomodori sempre tagliati a cubetti (brunoise…non è una parola onomatopeica che indica il suono di un rutto, è il tipo di taglio, a cubetti appunto).
Mettete sù l’acqua per la pasta.
Prendete il sughetto fatto con i carapaci e le teste e, con l’aiuto di un colino, filtrate il tutto in una tazza.
Nella padella con le zucchine ed i pomodori, a questo punto, aggiungete la polpa della canocchie. Cuoce in fretta, diciamo tre minuti. Nel frattempo la pasta al’uovo sarà quasi pronta e voi, prontamente e con fare ardito, la scolerete per saltarla in padella nei suoi ultimi due minuti di cottura. Aggiungete, mentre saltate i tagliolini, il sughetto filtrato ed aggiustate di sale. Io ho completato il tutto con una spolverata di pepe macinato al momento. A gusto vostro.
Impiattate, sedetevi e godete. Mi ringrazierete in seguito.

Tempo di preparazione: venti minuti. Costo: ho pagato le canocchie un euro e la pasta all’uovo altrettanto. Fate voi.

Pasta e Fagioli – Pork Version

Potete leggere “Pork Version” sia come “Versione con maiale” che “Versione maiala”…vanno bene entrambe.
La pasta e fagioli è uno di quei piatti che mi ricorda mia nonna, la sua casa ed i miei dieci anni. Memorie in un piatto, potremmo chiamarlo anche così.

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Ingredienti (per due persone, abbondanti):

  • 2 barattoli di fagioli in scatola o in vetro
  • 1 peperoncino piccante
  • qualche striscetta di lardo di maiale
  • mezza cipolla
  • 150 gr di mezze maniche rigate
  • sale q.b.
  • pepe q.b.
  • olio EVO q.b.
  • 1 rametto di rosmarino fresco

Preparazione:

Prendete una pentola con i bordi alti ed i barattoli di fagioli. Premetto che questa ricetta sicuramente sarà migliore se utilizzate fagioli non precotti, ma ci va un tempo biblico ed io vado quasi sempre di fretta. Immagino anche voi.
Dicevamo: prendete, quindi, dei fagioli precotti in barattolo o in vetro. Senza vergogna. Io ho usato un barattolo di borlotti ed uno di cannellini. Perchè? Perchè, non nel frigo, ma nel mobile questo avevo.
Sul fondo della pentola mettete a sudare le striscioline di lardo. Sudare non è un termine casuale, piace tanto anche a Simone Rugiati ed io lo adotto volentieri, perchè rende l’idea. Il lardo non deve soffriggere, deve sciogliersi, lacrimare grasso…sudare, insomma. Aggiungete un filo d’olio EVO, il peperoncino e stufate mezza cipolla affettata sottile per qualche minuto a fiamma bassa.
Una volta che ques’ultima sarà appassita, aggiungete il rosmarino, i fagioli privati dell’acqua di conservazione, un bicchiere d’acqua, salate e chiudete con un coperchio.
A parte cuocete la pasta.
Quando la pasta sarà cotta, togliete dal fuoco anche i fagioli. Frullateli grossolanamente, in modo da ottenere una crema non omogenea. Impiattate, aggiustate di sale, pepate, assaporate, ricordate e godete!
Da fare rigorosamente quando fa freddo e magari piove.

Costo: diciamo 70 centesimi di fagioli, quindici di pasta…facciamo un euro e mezzo, va. Tempi di preparazione: una ventina di minuti in tutto.

Melanzana All In – tataki di melanzana, pasta alla norma, flan di melanzana

Cos’abbiamo nel frigo? Una melanzana. Ecco, con una melanzana da poco meno di mezzochilo, faremo, come per magia, ben tre piatti.
Un piccolo inciso, prima di dedicarci alla preparazione: è vero che il blog si chiama “Cosa ho nel frigo”, ma in questo caso avrei fatto bene a controllare “Cosa ho in casa”. Ero convinto di avere uno stampino per flan, di quelli in alluminio, per il terzo dei piatti in programma…ed invece nada. Zero. Una tragedia. Ma, al di là dell’aspetto molto crumble, vi assicuro che il gusto del flan è davvero speciale.

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Ingredienti (per due persone):

  • 1 melanzana da mezzo chilo
  • 200 gr di pasta lunga
  • 1 cipolla
  • 2 spicchi d’aglio
  • mezzo limone
  • un cucchiaino di aceto balsamico
  • 1 confezione di panna per cucinare
  • 1 uovo
  • 1 tazzina di latte
  • 1 bottiglia di passata di pomodoro
  • un cucchiaio di grana grattugiato
  • un cucchiao di ketchup
  • 1 rametto di rosmarino
  • 6-8 foglie di salvia
  • 3-4 foglie di basilico
  • 1 mazzetto di prezzemolo
  • un pomodoro rosso
  • olio EVO q.b.
  • sale q.b.
  • peperoncino q.b.

Preparazione:

La prima ricetta è di un cuoco che adoro. Torinese, talentuoso, simpatico e con un timbro di voce estremamente rilassante: Davide Scabin. Il piatto in questione, che per motivi che spiegherò in seguito non ricalcherà precisamente tutti i passaggi di Scabin, è il Tataki di Melanzana. Ora, tataki significa “pestato”, quindi non so bene cosa intendesse lo chef, ma a noi poco importa. Diciamo che la cosa fondamentale di questa ricetta è che tratteremo la melanzana come un pezzo di carne.
Sbucciate la melanzana, conservate tutto quello che avanza perchè servirà per le altre due ricette. Ricaviamo dalla polpa due parallelepipedi (circa 4x4x8 cm). Mettiamoli in un piatto e saliamoli da tutti i lati. In questo modo rilasceranno acqua vegetale. Lasciamoli li per una mezz’ora e vedrete che la melanzana, alla fine, sarà bella sudata.
Asciughiamoli, ungiamo con dell’olio EVO tutti i lati, poi su uno in particolare mettiamo un velo di farina, del rosmarino e del prezzemolo tagliato finemente.
In una padella mettiamo dell’olio EVO e mezza cipolla. Successivamente aggiungiamo la polpa di un pomodoro e lasciamo andare a fiamma medio-bassa per un pò. Dopo meno di dieci minuti, togliete tutto dal fuoco e fate freddare. La differenza con la ricetta di Scabin è qui, lui usa l’interno (i semi) di pomodori cotti al forno e dei pomodorini pachino. Per me, però, il forno consuma troppo ed i pachino costano un boato.
Tornando a noi, una volta freddato il tutto, aggiungete il succo di mezzo limone, un cucchiaino di aceto balsamico ed un cucchiaio di ketchup (sia il ketcup che l’aceto balsamico, non sono nella ricetta originale). Frullate con il pimer.
In una padella con olio ben caldo, adagiamo i parallelepipedi di melanzana partendo proprio dal lato più condito, quello con le spezie. Fate rosolare bene. Diciamo due minuti per lato.
Impiattate come da foto. La salsa, agrodolce, contrasterà molto bene con la nostra aromatica melanzana. E questo è il primo dei tre piatti.

Secondo piatto della maratona di melanzana, è il flan. Prendete circa 150 grammi di polpa di melanzana. Ve ne dev’essere avanzata un bel pò dal tataki di prima.
In una padella mettete a rosolare uno spicchio d’aglio in camicia in un filo d’olio EVO. Aggiungete la melanzana tagliata a dadini e fatela rosolare per un paio di minuti, spadellando spesso. Aggiungete quindi mezzo bicchiere d’acqua, coprite e lasciate cuocere a fiamma bassa per venti minuti abbondanti. Vogliamo che la melanzana sia sfatta.
Prendete una ciotola e schiacciate la melanzana con una forchetta, fino ad avere una purea densa e grossolanamente omogenea. In un’altra ciotola mettete l’uovo, il latte e metà confezione di panna. Mescolate il tutto e successivamente aggiungeteci la purea di melanzana.
Prendete due stampini, quelli che a me mancavano, maledizione, ed imburrateli. Mettete il composto in entrambi e fateli cuocere in forno, a bagnomaria, per mezz’ora a 180°.
In una padellina mettete dell’olio EVO, del peperoncino a piacere e l’altro spicchio di aglio in camicia. Una volta imbiondito, togliete sia l’aglio che il peperoncino. Aggiungete della passata di pomodoro (1/3 della bottiglia) e del basilico e fate andare il tutto a fiamma bassa, fintanto che il sugo non si rapprende.
Tirate fuori i flan dal forno, impiattateli adagiandoli su un letto del nostro sugo di pomodoro. Una squisitezz’…ed è anche bello da vedere, se avete ‘sti benedetti stampini. E due.

Terzo ed ultimo piatto: la pasta alla norma. La ricetta originale prevede della ricotta, ma il blog, come ho detto, si chiama “Cosa Ho Nel Frigo”…e nel frigo non avevo ricotta. Quindi, prendete l’altra mezza cipolla in arsenale, affettatela e mettetela a soffriggere in una padella con dell’olio EVO. Tutta la polpa di melanzana che vi rimane, fatela a cubetti, mentre la buccia la taglierete alla julienne. Fine, per favore. Aggiungete il tutto in padella e fate dorare la melanzana. Dopo qualche minuto, aggiungiamo mezzo bicchiere d’acqua, abbassiamo la fiamma e lasciamo andare per una quindicina di minuti.
Aggiungiamo quindi la passata di pomodoro e facciamola restringere un pò. Verso la fine della cottura aggiungiamo la panna avanzata dal flan, il parmigiano grattugiato e, girando, lasciamo cuocere ancora cinque minuti.
A parte cuocete della pasta lunga. Impiattate come da foto e godete. E tre.

Costo: incredibilmente, per tre piatti, siamo sui cinque euro, forse meno. Tempi di preparazione: beh, che ci voglia poco non posso dirlo, ma per tre piatti io ho impiegato un’oretta e mezza in tutto, prendendomela comoda.

Enjoy!

Ragù alla Bolognese Unofficial

Le ricette classiche sono le ricette classiche. C’è poco da fare. Sono i profumi, i sapori e gli odori che, da piccoli, sentivamo a casa la domenica. Risvegliano i ricordi.
Un piatto della tradizione che faccio spesso, anche se leggermente rivisitato in stile quello-che-ho-nel-frigo, è proprio il ragù alla bolognese. E’ buono. Ma buono, buono!

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Ingredienti (per due persone):

  • 200 grammi di impasto per salsicce
  • 200 grammi di pasta lunga, io ho usato i bucatini
  • 8-10 funghi pleuretus
  • 1 carota
  • 1 cipolla e mezza
  • un gambetto di sedano
  • mezza bottiglia di passata di pomodoro
  • mezzo bicchiere di brandy
  • olio EVO q.b.
  • sale q.b.
  • pepe q.b.
  • una spolverata di noce moscata

Preparazione:

La premessa è che ho usato quello che avevo nel frigo. La Bolognese, il ragù alla bolognese, è una ricetta ufficiale e depositata….quindi questo non è un ragù alla bolognese, ma, come dire…come si fa con i film: questa ricetta è ispirata ad una ricetta vera.
Ora, veniamo a noi. Prendete una pentola dai bordi alti. In un filo d’olio mettete a soffriggere cipolle, e sedano e carota tagliati a cubetti. Dopo un minutino aggiungete i funghi e la carne, nel mio caso (avevo quello nel frigo ed il ragù lo preferisco più saporito) ho usato l’impasto per le salsicce, ma va benissimo anche la macinata (che è nella ricetta ufficiale). Lasciate andare il tutto fintanto che sfrigolerà, a quel punto aggiungete il brandy e preparatevi alla sfiammata ed alle bestemmie di chi, dopo, dovrà pulire gli schizzi dalla cucina. Una volta evaporato l’alcool, aggiungete il pomodoro, un goccio d’acqua, la noce moscata, il sale, il pepe e coprite con un coperchio.
Deve cuocere tanto. Da un minimo di tre quarti d’ora ad un paio d’ore. State sempre attenti a che non si attacchi sul fondo della pentola. Aggiungete acqua, nel caso.
A parte, sempre perchè non avevo delle splendide tagliatelle pronte e non avevo voglia di farle in casa, mettete a bollire l’acqua e calate i bucatini.
Impiattate, aggiungete un goccio d’olio a crudo (buono, possibilmente) e godete.
Costo: tre o quattro euro. Tempi di preparazione: variabili dall’oretta alle due ore. Dipende da quanto volete cuocere il ragù.

Enjoy!