Fettuccine con lenticchie e tartufo, su spuma di patata.

 

E’ parecchio che non scrivo. Tutti i miei neuroni (due) sono stati impegnati a far evolvere la mia nuova idea di cucina: il salutare 2.0 senza carne.
Tanto per rendervi edotti: al di la della ridotta sonnolenza e della digestione più veloce, ho perso la bellezza di sei chili in un mesetto. Mangiando fino a quando ho fame.
Ora, detto ciò, vi presento un piattino niente male. Leggero, gustosissimo e relativamente economico. Dipende, ovviamente dal tartufo, ma vi dico che potete usare anche dell’olio aromatizzato. Non sarà proprio uguale uguale, ma va bene.

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Ingredienti:

  • 200 grammi di farina di semola di grano duro
  • due patate
  • latte (di soia, se potete) q.b.
  • 100 gr di lenticchie secche
  • olio EVO q.b.
  • sale q.b.
  • un rametto di rosmarino
  • una spolverata di tartufo o di olio tartufato.

Preparazione:

Partiamo, al solito, dalla pasta. In altre ricette trovate nel dettaglio l’impasto, per cui sarò rapido su questo punto. Ho i due neuroni pigri.
Duecento grammi di farina di semola di grano duro, un cucchiaio d’olio, una presa di sale, cento grammi di acqua calda. Mi raccomando l’acqua, calda significa calda, non ustionante, non tiepida. Serve a risvegliare il glutine delle farine per ottenere un impasto elastico.
Impastate, impastate, impastate. Almeno quindici minuti. Poi, impellicolate la sfera di pasta e lasciatela riposare mezz’ora.
Occupiamoci delle patate. Lessatele in acqua fredda. Cioè, le lessate in acqua calda, ma le mettete in pentola quando l’acqua è ancora fredda. A seconda delle dimensione ci metteranno un quarto d’ora o più…se le infilzate con una forchetta e la forchetta penetra, significa che sono pronte. La forchetta non mente.
Prendete le patate ancora calde e frullatele con il pimer ad immersione insieme al latte (io ho usato quello di soia), un filo d’olio EVO ed il sale. Deve venire fuori una crema, senza grumi, soffice, spumosa, affatto densa.
E’ il momento delle lenticchie. Secche, perchè sono da preferire a quelle in barattolo e non hanno comunque bisogno di ammollo. Quindici minuti in pentola a pressione e via.
Adesso potete tirare la pasta. Fettuccine, tagliolini, pappardelle, come vi pare.
Mettetela in pentola a bollire ed una volta cotta ripassatela in padella con le lenticchie ormai pronte ed un rametto di rosmarino. Io le ho parzialmente frullate, cosa che consiglio.
Sul fondo del piatto adagiate la spuma di patata, impiattate come da foto, un goccio d’olio a crudo e dateglie di tartufo.
Mi ringrazierete.

Costo: dipende dal tartufo. A me l’hanno regalato, quindi il costo è stato irrisorio. Il Marzuolo comprato, non in negozio, siamo sui 30 euro l’etto (una quindicina di tartufini, per capirci).    Tempo di preparazione: 45 minuti, tra una cosa e l’altra. Senza stress, però. D’altra parte i neuroni due sono, se esagero si sovraccaricano.

VegetOrzo su salsa di fagioli rossi

L’orzo è quasi uno sconosciuto per molti, pur essendo, pare, il primo cereale che l’uomo abbia mai mangiato. Lo era anche per me fino a qualche tempo fa, quando sognavo braciole e sudavo pancetta. La verità, e lo dico anche se mi tirerò dietro le ire dei puristi, è che lo preferisco al riso. E’ calloso, cicciottoso, perennemente in cottura. E fa bene.
L’orzo va preso mondato (decorticato) oppure perlato (è sottoposto a sbiancamento). L’integrale è per talebani, va messo in ammollo decenni prima e si deve decidere di mangiarlo con un mese d’anticipo. Noi siamo pratici.
Ovviamente il perlato è da non preferire, perchè, essendo più lavorato, perde una serie di proprietà nutritive, pur non restando a secco di benefici. Preciso che lo sbiancamento non è lo stesso a cui si sottopone il riso, ovvero con l’utilizzo di procedimenti e materiali dannosi (talco, olio di vaselina, ecc).
L’Orzo Mondato, invece, è ricco di niacina (acido nicotico), calcio (40 mg), fosforo (264 mg), ferro (3,6 mg) e potassio (452 mg), che gli conferiscono una buona azione ricalcificante e rimineralizzante, mentre contiene una quantità media di sostanze proteiche e vitamine del gruppo A e B. E’ presente anche una modesta quantità di silicio, che comporta una blanda azione sedativa.
Questo per dire che una cosa, oltre che essere buona, può anche far bene.

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Ingredienti (per due):

  • 100 grammi di Orzo Mondato/Perlato
  • 6 friggitelli
  • mezza cipolla
  • sei pomodorini
  • cinque, sei funghi champignon
  • una fettina di taleggio
  • uno spicchio d’aglio
  • 1/2 barattolo di fagioli rossi
  • olio EVO q.b
  • peperoncino q.b.
  • sale q.b.
  • un cucchiaio di salsa Worchester
  • due spruzzate di tabasco

Preparazione:

Partiamo dalla salsa di fagioli.
Prendete i vostri fagioli rossi, sciacquateli, versateli in una ciotola, aggiungete un cucchiao di olio EVO, un cucchiaio di salsa Worchester, due spruzzate di tabasco, un goccio d’acqua (quel tanto che basta a mantenere la salsa fluida) e dateci sotto di pimer. Aggiustate di sale e, nel caso, aggiungete un goccio d’olio EVO. A crudo è una benedizione.
In una padella, possibilmente una simil-wok, aggiungete un cucchiaio di olio EVO, uno spicchio d’aglio, un peperoncino e lasciate che l’olio si insaporisca. Dopo due o tre minuti a fiamma medio-bassa, togliete aglio e peperoncino.
Tagliate a fettine i friggitelli e metteteli in padella. Fiamma media. Coprite con un coperchio e lasciate andare per qualche minuto.
Nel frattempo tagliate a fettine i vostri adorati funghi. Mettete anche loro in padella, questa volta senza coperchio.
Dopo un altro paio di minuti, aggiungete la mezza cipolla a fettine, una tazzina d’acqua, i pomodorini, abbassate la fiamma, salate e coprite. La cipolla la vogliamo stufata. Dimenticatevi della padella per i prossimi dieci minuti, almeno.
Occupiamoci dell’orzo. Se usate l’orzo mondato, dovete sciacquarlo, poi lasciarlo in ammollo per 6 ore e conservare la relativa acqua per la successiva cottura. Se usate orzo perlato, lavatelo con acqua corrente e via. Il consiglio, in ogni caso, è quello di usare una pentola a pressione. Aggiungete 750 ml d’acqua e lasciate che questa pentola, tanto amata dalle donne di tutto il mondo, faccia il miracolo per cui è stata progettata.
A titolo informativo, potete tostare l’orzo come si fa con il riso e cuocerlo allo stesso modo. Da qui il nome “orzotto”.
Ma non è questo il caso.
Dopo quindici minuti, se usate orzo perlato, 40 se usate orzo decorticato, la pentola a pressione avrà fischiato in abbondanza come una vecchia locomotiva. Togliete dal fuoco, fate freddare la pentola sotto l’acqua corrente prima di aprirla, tanto per evitare detonazioni di portata interessante, scolatelo, aspettate una decina di minuti ed impiattate coma da foto. Come tocco maialo, guarnite con qualche strisciolina sottile di taleggio. Si scioglierà con il calore dell’orzo e, se non lo fa, dategli 20 secondi di microonde ad 800w.

Costo: irrisorio…irrorzorio…    Tempi di preparazione: dipendono dal tipo di orzo usato. Se è perlato, ve la cavate con mezz’ora al massimo. Altrimenti, considerate 45-50 minuti.

Menu completo – All in…love

In occasione dell’anniversario dei tre anni trascorsi con la deliziosa signorina che vive con me ed in vista di quello che vorrei diventasse un lavoro, il cuoco a domicilio, oggi vi presento un menu completo. E’ semplice, un pò lungo e, tutto considerato, economico. Armatevi di pazienza ed amore.
In ordine di presentazione, foto e ricetta.

Iniziamo con un finger food da utilizzare come antipasto, o entrée, se volete fare i fighi francofoni.

Gamberoni in salsa piccante.
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Ingredienti per due:

  • due gamberoni
  • mezzo tubetto di concentrato di pomodoro
  • olio EVO
  • olio di semi per fritture
  • uno spicchio d’aglio
  • 1/4 di cipolla
  • qualche goccia di tabasco
  • 1 peperoncino secco
  • paprika piccante q.b.
  • farina q.b.
  • sale q.b.

Preparazione:

Come prima cosa, occupatevi dei gamberoni. Vanno sciacquati, decapitati e va rimosso il carapace, lasciando, però, la coda. Conservate gelosamente le teste, perchè serviranno per la preparazione del piatto successivo.
Con un coltello incidete, poi, il dorso del gamberone e, sempre con la punta del coltello, rimuovete il filo nero, che altro non è che l’intestino della bestia.
Lasciate i gamberoni puliti ad asciugare su uno scottex.
Prendete un pentolino a bordi alti, aggiungete dell’olio EVO ed il peperoncino secco, piegato, non rotto (non vogliamo semi nella salsa). Preparate un battuto (a coltello o mezzaluna) di aglio e cipolla, togliete il peperoncino dal pentolino (volevamo solo insaporire l’olio) e lasciateli ad imbiondire a fiamma bassa.
Aggiungete, dopo qualche minuto, il concentrato di pomodoro, un goccio d’acqua (che evaporerà), la paprika (io ci sono andato giù deciso) e qualche goccia di tabasco.
Lasciate andare fintanto che l’acqua non sarà evaporata. Diciamo cinque minuti, anche meno.
Prendete i gamberoni, infarinateli bene e metteteli in una padella o un pentolino belli pieni di olio di semi di girasole o di mais. Olio per fritture, insomma. A me non piace quello misto, perchè c’è dentro di tutto, ma gli altri vanno bene, tutti. Ricordate che l’olio deve essere a temperatura. Per testarlo, se come me non siete dotati di un misuratore ad infrarossi, prendete uno stuzzicadenti di legno ed infilate la punta nell’olio. Se frizza, come se stesse friggendo, l’olio va bene.
Quindi, olio bollente, gamberoni a bagno. Fateli dorare e scolateli su uno scottex. Impiattate come da foto e, se l’avete, aggiungete una foglia di basilico che con la salsa piccante, finito il gamberone, sta benissimo e chiude su una nota più fresca. Godete.

Ravioloni con ripieno di seppie, in guazzetto di gamberone.

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Ingredienti per due persone:

Per la pasta fatta in casa

  • 300 grammi di farina + 20 grammi che userete per la spianatoia
  • 3 uova medie
  • una presa di sale
  • un cucchiaio d’olio EVO
  • eventualmente, se l’impasto in lavorazione risulta appena secco, un goccio d’acqua.

Per il ripieno

  • una seppia di circa 300 grammi
  • una fetta di pane secco o l’equivalente in pangrattato
  • una zucchina medio-grande
  • 1/4 di cipolla
  • 1 ciuffo di prezzemolo
  • 1/2 bicchiere di vino bianco
  • sale q.b.
  • pepe q.b.

Per il guazzetto

  • le teste dei due gamberoni di cui sopra
  • tre pomodorini pachino
  • olio EVO
  • 1/4 di cipolla
  • tre cucchiai di passata di pomodoro
  • una tazzina d’acqua

Preparazione:

Iniziamo con la pasta all’uovo, perchè una volta fatta dovrà riposare per almeno mezz’ora.
Su una spianatoia, un piano di marmo, un tavolo liscio…quello che vi pare: mettete la farina a fontana, creando così una bella montagna; fate un buco al centro, creando dalla montagna un vulcano; aggiungete le uova ed il sale, come fossero la lava del vulcano. Ho appena visto un documentario sui vulcani, non ci fate caso.
Iniziate ad impastare, prima con la punta delle dita, poi con tutta la mano, utilizzando in particolare il palmo.
Lavorate bene la pasta, infarinando la spianatoia di tanto in tanto, se diventa troppo appiccicosa. Almeno una quindicina di minuti.
Quando avrete ottenuto una bella palla morbida, non adesiva, impellicolatela e lasciatela riposare.
La pellicola serve, a differenza del classico strofinaccio, a non farla ossidare in superficie, formando le odiose crosticine. Il tempo di risposo è importante, perchè toglie all’impasto il surplus di elasticità dovuto alla lavorazione.
Occupiamoci del ripieno.
Prendete la seppia, possibilmente pulita da chi ve l’ha venduta, e tagliatela a pezzetti. Poi tagliate ancora ed ancora, finchè non avrete a disposizione dei pezzi di seppia molto, molto piccoli.
In una padella, mettete dell’olio EVO, la cipolla (tritata) e la zucchina, anche questa tritata per bene al coltello. Dopo un paio di minuti, aggiungete il trito di seppia ed il prezzemolo. Indovinate? Anche quest’ultimo va tritato.
Fate andare il tutto per un paio di minuti e poi aggiungete il vino. Fatelo evaporare e spegnete. Aggiustate di sale e di pepe.
Tornate alla pasta, così mentre la tiriate il composto per l’interno dei ravioloni si fredderà.
Infarinate la spianatoia, armatevi di mattarello e pazienza, ed iniziate a tirare la pasta. Vogliamo sfoglie sottili.
Ottenute delle sfoglie sottili e regolari, cerchiamo di capire quale delle varie scuole di pensiero seguire per riempire e chiudere i ravioloni.
Se avete un tagliapasta, prendete una sfoglia, adagiate il composto, tenendo conto che i ravioloni sono grossi ed il composto deve essere centrato, ricoprite con una sfoglia di analoghe dimensioni e tagliate con il tagliapasta.
Rapido ed indolore.
Io, però, il tagliapasta non ce l’ho e mi piace chiudere la pasta diversamente.
Prendete la sfoglia ed un coppapasta (o oggetto analogo) con un diametro di una decina di centimetri. Generate tanti cerchi di pasta. Riempiteli al centro con un cucchiaino generoso di composto, ripiegateli a metà, sigillateli a pressione usando le dita, prendete le due punte ed unitele dietro, pigiando ancora con le dita. Verrà fuori, come da foto, una sorta di super tortellino, incrociato con un raviolo. Un mutante all’uovo, ripieno di seppia.
Finalmente possiamo dedicarci al guazzetto.
Prendete le teste dei gamberoni utilizzati nel primo piatto del menù e mettetele in un pentolino. Senza olio, a fiamma media. Tostatele, finchè non sentirete un odore favoloso di gamberone. A quel punto, aggiungete una tazzina d’acqua ed abbassate la fiamma. Non vogliamo che evapori troppo. Aggiungete olio, cipolla, pomodorini, sale e, dopo un paio di minuti, i tre cucchiai di passata di pomodoro. Cuocete finchè il sughetto non si sarà ristretto un pò, pur restando fluido.
Impiattate come da foto. Lei o lui vi ringrazieranno.

Cestino di pasta fillo con moscardini, su salsa di peperoni.

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Ingredienti per due persone:

  • 300 grammi di moscardini (oppure un polipetto di 300 grammi che vi spacceranno per moscardino)
  • un peperone giallo
  • due spicchi d’aglio
  • mezzo tubetto di concentrato doppio di pomodoro
  • un bicchiere di vino bianco
  • una tazzina d’acqua
  • 1 peperoncino secco
  • olio EVO
  • 1 ciuffo di prezzemolo
  • sale q.b.
  • 1/2 confezione di pasta fillo

Preparazione:

Partiamo dai peperoni. Ne basta uno, giallo, perchè vogliamo che la salsa sia dolce e contrasti con il moscardino.
Preriscaldate il forno a 180°, adagiate il peperone su una teglia ricoperta con carta forno, dopo averlo tagliato a metà e ripulito dei semi, e fatelo andare per almeno venti minuti. Spegnete il forno e lasciatelo dentro ancora dieci minuti, in modo che il resto dell’acqua evapori dal peperone, spaccando e staccando la pelle dello stesso.
Tiratelo fuori, fatelo freddare per non giocarvi i polpastrelli, e tirate via la pelle. Questo serve a rendere il tutto estremamente digeribile.
In alternativa, potete arrostire il peperone (intero) su una piastra. Io preferisco il forno, perchè il peperone non rischia di assorbire un retrogusto di bruciato e non lo si deve seguire passo passo, per arrostirlo da tutti i lati. Fate vobis.
In una ciotola, adagiate il peperone “nudo”, uno spicchio d’aglio privato dell’anima, un cucchiao di olio EVO e del sale. Frullate con un pimer, fino ad ottenere una crema fluida. Voilà.
Occupiamoci, ora, dei moscardini.
Quando è uno ed è grosso, come nel mio caso, conviene sbollentarlo per un paio di minuti in acqua calda. Questo, per renderlo più morbido.
In una pentola dai bordi alti, poi, aggiungete olio EVO, aglio in camicia e peperoncino. Insaporito l’olio, togliete sia l’aglio che il peperoncino. Mettete dentro il moscardino, dopo averlo tagliato a pezzi (sempre nel caso sia un polipetto grosso, altrimenti, se piccoli, vanno messi interi), e fatelo rosolare per un paio di minuti. Aggiungete il prezzemolo (tritato a coltello) e sfumate, poi, con del vino bianco.
Evaporato l’alcol, è l’ora del concentrato doppio di pomodoro. Fate andare il tutto per qualche minuto, aggiungendo la tazzina d’acqua. Poi spegnete e fate raffreddare fino a portarlo a temperatura ambiente.
Per il canestrino, prendete un foglio di pasta fillo, ripiegatelo su se stesso ed inseritelo in un cestino da cupcake. Infornate a 180° fino a doratura. Estraetelo dallo stampo, adagiatelo su uno specchio di crema di peperone, riempitelo con i moscardini e via.


Cuore di pan di spagna al cioccolato con crema pasticcera.


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Ingredienti per due persone:

Per il pan di spagna

  • 100 gr di zucchero
  • 90 gr di farina
  • 10 gr di cacao
  • 3 uova

Per la crema pasticcera (o del pasticcione, come dice l’amore mio)

  • 250 ml di latte intero
  • 3 tuorli
  • 80 gr di zucchero
  • 25 gr di farina
  • 1/4 di stecca di vaniglia

Per la crema al cioccolato

  • 3 cucchiaini di cacao in polvere
  • 3 cucchiaini di zucchero
  • una tazza di latte
  • una presa di peperoncino in polvere

Preparazione:

Partiamo dal pan di spagna al cacao.
In una bastarda, che è sempre una ciotola in metallo, stondata, sbattete le uova e lo zucchero. Continuate finchè il composto non odorerà più di zucchero. Ora, se avete un frullino elettrico, siete salvi. Se, come me, ne siete sprovvisti perchè l’avete prestato alla suocera, o meglio, l’avete ridato alla suocera che ve l’aveva prestato…beh, armatevi di santa pazienza. Per oggi potete non andare in palestra.
Il composto dovrà risultare spumoso, quindi dovrete frustare per un bel pezzo.
Ammesso che siate ancora vivi, ora è il momento di aggiungere la farina ed il cacao al composto. Fatelo mescolando con una paletta di silicone, dal basso verso l’altro. In alternativa potete usare un cucchiaio. Dopo tutto il casino fatto per montare le uova, non vogliamo certo che si smontino.
Prendete una pirofila da forno, tonda e del diametro di 15-20 cm, imburratela, infarinatela e versate il composto. Infornate a 190° per 20 minuti.
Questa è la ricetta originale del pan di spagna. Se lo volete più alto e soffice (non per questa ricetta, però) usate del lievito.
Crema pasticciona.  In un pentolino, mettete il latte e portatelo a bollore, poi toglietelo dal fuoco ed aggiungete la vaniglia.
In una ciotola, frustate uova e zucchero. Ammesso che abbiate ancora l’uso delle braccia o un frullino elettrico.
Rendete il composto spumoso e versatelo a filo nel pentolino, dopo aver rimesso quest’ultimo sul fuoco. C’è chi vi dirà che così si formeranno dei grumi. Non gli credete, non succederà, ammesso che non smettiate di girare il tutto con un frustino, mentre versate il composto. Quindi, se non avete sviluppato una certa manualità, tipo Dea Kali, fatevi aiutare. Riportate ad ebollizione a fiamma bassa. Queste dosi vanno bene per una crema fluida, che era quello che mi serviva. Se la volete più densa, aggiungete una decina di grammi di maizena che, con il calore, si addenserà sempre di più.
Cioccolato. Facile, facile. Mettete in un pentolino il latte ed il cacao, girando di continuo. Lo so, siete stufi di girare e per una settimana non muoverete più le braccia. Pazienza, siamo alla fine. Aggiungete il peperoncino in polvere e portate ad ebollizione. Poi fate freddare.
Se avete un coppapasta a forma di cuore, fate i fighi come in foto. A scelta, io l’ho fatto, tra uno strato e l’altro di pan di spagna, ho inserito delle fettine sottilissime di mela. Servite. Godete.

Questo è il Sinceramente Vostro all’inizio della preparazione

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Questo è il Sinceramente Vostro a fine preparazione.

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Costo: di pesce, dieci euro. In tutto, diciamo quindici, diciotto. Gli insulti e gli improperi sono gratis. Tempo di preparazione: quattro ore…ma ci sta.

Enjoy!

Ravioli con ricotta, funghi e tartufo

La pasta fatta in casa fa domenica, fa nonna, fa festa.
Io, purtroppo, la nonna me la sono giocata quando la passione per le auto era superiore a quella per la cucina. La ricetta della pasta fatta in casa, infatti, non è la sua, ma quella della mia nonna acquisita: Edgonarda Rules!

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Ingredienti per due persone affamate:

  • 330 gr di farina 00
  • 100 gr. di ricotta di mucca
  • 3 uova medie, intere
  • 1/2 chiara d’uovo
  • mezzo cucchiaino di sale
  • 200 gr di funghi champignon
  • una spolverata di tartufo bianco
  • 1 cipolla
  • 1/2 tubetto di concentrato (doppio) di pomodoro
  • 2 cucchiai di passata di pomodoro
  • 1 pomodoro San Marzano
  • 1 ciuffo di prezzemolo
  • 1/4 di buccia di limone

Preprazione:

Il primo consiglio che vi do, è: dotatevi di spianatoia. E scegliete l’altezza giusta, perchè per lavorare la pasta c’è da faticare un pochino e la posizione è fondamentale.
La proporzione da tenere sempre presente è 100 grammi di farina, per un uovo. Detto questo, io ho usato 1/2 chiara d’uovo in più perchè dona elasticità all’impasto.
In una ciotola mettete la farina, formate un buco al centro ed aggiungete le uova ed il mezzo cucchiaino di sale. Con una forchetta iniziate ad incorporare le seconde nella farina. Quando l’uovo non andrà più in giro per la ciotola, tanto per capirci, versate tutto sulla spianatoia, tiratevi su le maniche e fatevi il segno della croce.
Dapprima utilizzando la punta delle dita, poi arrivando ad usare tutta la mano, in particolare il palmo, lavorate l’impasto per almeno dieci minuti. Se si attacca troppo, aggiungete una spolverata di farina, sia sulla spianatoia che sull’impasto. Di tanto in tanto sbattete (è divertente, anche se il gatto la pensa diversamente) il composto sulla spianatoia. Serve per dargli elasticità.
Una volta ottenuto un bel composto omogeneo, non colloso, fate una bella sfera ed impellicolatelo per almeno mezz’ora.
In una padella, mettete a soffriggere uno spicchio d’aglio in camicia e del peperoncino secco. Uno è sufficiente, ma rompetelo per farne uscire gli effluvi. Ho detto rompetelo, non polverizzatelo.
Quando l’olio si è insaporito, togliete l’aglio ed il peperoncino (ecco perchè non dovevate polverizzarlo).
Aggiungete i funghi, tritati a coltello, e lasciateli soffriggere delicatamente a fiamma media, girando di tanto in tanto. E’ il momento del prezzemolo, sempre tritato a coltello e, a fine cottura, del tartufo. Ora, a me il tartufo bianco l’hanno regalato. Lo so, è una benedizione. Se siete fortunati e ne avete sotto mano, un paio di fettine oneste, sempre successivamente tritate a coltello, sono l’ideale. Se siete sfortunati, vi avviso che il Penny (perchè pubblicizzare le cose buone è utile) ha un olio spray al tartufo che è la guerra. Un euro. Ne bastano sei o sette spruzzi.
Lasciate raffreddare per qualche minuto i funghi ed uniteli, poi, alla ricotta.
E’ il momento di tirare la pasta.
Dotatevi di mattarello, non fate battute sulla vostra virilità, ed infarinate per bene la spianatoia. Iniziate a smattarellare tenendo presente che lo spessore non deve essere superiore ad un millimetro e mezzo, nemmeno se siete in punto di morte. Meglio un millimetro.
Con un recipiente dai bordi taglienti, con un coppapasta o quello che la vostra mente suggerisce, ricavate dei tondini di pasta di una decina di centimetri di diametro.
Al centro mettete un cucchiaino, un cucchiaino e mezzo di ripieno e chiudeteli a mezzaluna. Inizialmente i bordi vi si chiuderanno come per magia. Mano mano che stendete e/o rimattarellate, farete più fatica. In quel caso, bagnatevi il ditino indice in un po’ d’acqua ed inumidite i bordi. Tipo francobollo. Non li leccate, però.
Una volta finito, mettete i ravioloni a riposare in un recipiente largo, infarinato sul fondo. Va bene anche se li lasciate sulla spianatoia, ammesso che per voi lo spazio non sia fondamentale.
In una padella, è la seconda, lo so, mettete a soffriggere dell’aglio (sempre a fiamma bassa) e della cipolla. L’aglio, dopo qualche minuto, toglietelo. Prendete il vostro bel pomodoro e fatelo a cubetti (vi ricordate che si dice “tagliare alla brunoise”? No? Fa niente). Mettete in padella ed aggiungete un goccio d’acqua ed i due cucchiai di passata di pomodoro. Quando l’acqua sarà evaporata e la cipolla sarà “sfatta”, aggiungete il doppio concentrato di pomodoro. Ne basta poco. Meno di mezzo tubetto.
Spegnete la fiamma.
Mettete su una pentola con dell’acqua. Una volta a bollore, calate i ravioloni. Dovrebbero cuocere intorno ai sei minuti, ma basta guardare il bordo, se è morbido e si piega è cotto. Scolateli, metteteli nella padella con il pomodoro, accendete la fiamma e con delicatezza girateli e rigirateli per rivestirli di sugo. Impiattate e godete.

Costo: Tartufo escluso, due-tre euro. Tartufo incluso, beh…dipende. Saranno sei, dai.  Tempi di preparazione: un’ora e mezza in tutto.

Pollo Speziaterror

Sabato sera avevo degli amici a cena. E che gli preparo? Detto tra noi, non avevo tutto il giorno, per cui mi serviva qualcosa di gustoso, che ancora non avevano provato e che potessi preparare prima, in modo da godermi la cena con loro.
Quindi, di tre piatti di cui, prima o poi (solo se fate i bravi), vi darò la ricetta, quello principale è stato questo.
Riso con Pollo Speziaterror.
Dato che non riuscivo a decidermi sull’impiattamento, beccatevi due foto.

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Ingredienti (per due persone abbondanti…le porzioni, non le persone):

  • 500 gr di petto di pollo (tagliato a bocconcini)
  • 1/2 cipolla + 1 cipolla
  • 1 carota piccola
  • 1/2 costa di sedano
  • qualche ciuffo di prezzemolo
  • 3 peperoncini verdi
  • 200 gr di riso originario
  • 7-8 funghi champignon
  • 1 cucchiaio di bicarbonato
  • sale q.b
  • 1/2 cucchiaino di curcuma macinata
  • 2 cucchiaini di paprika dolce in polvere
  • 1/2 cucchiaino di coriandolo macinato
  • 1/2 cucchiaino di cumino macinato
  • peperoncino in polvere q.b.
  • pepe q.b.
  • olio EVO q.b.
  • 1 cucchiaio di senape
  • 100 ml di panna da cucina
  • 1 ciuffetto di barba di finocchio per fare i fighi

Preparazione:

Per lavorare il pollo alla stregua del migliore ristorante cinese, vi rimando qui (https://cosahonelfrigo.wordpress.com/2013/11/02/indian-chicken/): così vi fate un’idea chiara del perchè serve il bicarbonato.
Una volta risciacquato bene il pollo, dopo aver eseguito i passaggi del link di cui sopra, mettete dell’olio EVO in una padella, alzate la fiamma e scottate i bocconcini di pollo in modo da sigillarli.
A parte, in una pentola, mettete la carota, il sedano, il prezzemolo, mezza cipolla e meno di un litro d’acqua. Si, farete un brodo vegetale.
Tagliate, poi, finemente una cipolla. Io l’ho usata bianca: è più delicata.
Affettate anche i funghi ed i peperoncini verdi. Sottili.
Mettete tutto nella padella con il pollo ed abbassate la fiamma (media va bene). Fate insaporire per un pò, poi aggiungete una mestolata di brodo.
Sempre a fiamma media, girando di tanto in tanto, aspettate che parte del brodo aggiunto evapori.
E’ il momento delle spezie. Fuoco alle polveri.
Aggiungete il cumino, la curcuma, il pepe, la paprika, il coriandolo, il sale, il peperoncino (io ho abbondato con quest’ultimo, ma va a gusti), la panna ed un bel cucchiaio di senape. Quest’ultima darà un tocco acido molto piacevole.
Nel frattempo, tanto per non trovarvi con il pollo freddo ed il riso cotto, o il pollo caldo ed il riso crudo, mettete a fare sto benedetto riso. Io l’ho cotto nel brodo e vi consiglio caldamente di fare così.
Bene. Dimenticatevi per un pò del pollo, a fiamma bassa, guardandolo sottecchi fintanto che nella padella non avrete una bella salsina densa. A quel punto, spegnete il tutto ed aspettate che il riso sia cotto.
Impiattate come da foto, assaggiate, godete.
Costo: ve lo dico, il Famila ha il pollo a cinque euro al chilo questa settimana…quindi, nel mio caso, siamo sui 5 euro in tutto. Altrimenti 8 euro, tutti.   Tempo di preparazione: mezz’ora

Pappardelle alla contadina

Oggi mi è presa bene ed ho fatto le pappardelle fatte in casa, con una piccola variente nell’impasto. Il sugo è il classico sugo alla contadina, fatto con quello che avevo nel frigo (n.d.r.).: zucchine, cipolle, pomodori. Fidatevi, ci vuole poco e la pasta all’uovo, fatta in casa, è di un altro livello.

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Ingredienti (per due persone):

  • 2 uova
  • 200 grammi di farina OO
  • un cucchiaino di curcuma
  • 1 zucchina
  • 1/2 cipolla
  • 2 pomodori
  • 1 ciuffo di basilico
  • sale q.b.
  • pepe q.b
  • olio EVO

Preparazione:

Munitevi di ciotola. Aggiungete la farina, poi le uova, la curcuma, il sale ed il pepe. Ricordate che se volete una pasta elastica, ed è il caso delle pappardelle, va usato l’uovo completo (chiara e tuorlo). Se, invece, volete una pasta più compatta, qualche tuorlo in più sarebbe preferibile. In ogni caso, ricordate che, se volete variare le dosi, il rapporto uova-farina è sempre 1 ad 1. Vi ho detto tutto.
Con una forchetta, iniziate ad amalgamare il pastrocchio nella ciotola.
Non appena il composto si è compattato un pò, vuotate il tutto su una spianatoia ed iniziate a lavorare la pasta. Continuate ad impastare per almeno cinque minuti. Con passione, mi raccomando.
Quando l’impasto sarà amalgamato, elastico e bello da schiaffeggiare, avvolgetelo con della pellicola e lasciatelo riposare per un’oretta.
Trascorso quest’arco di tempo, è il momento di tirare la pasta.
Cospargete la spianatoia di farina ed iniziate a lavorare di mattarello. Decidete voi lo spessore. Tagliate, poi, a strisce, ed ecco le vostre pappardelle.
Per il sugo, prendete una padella e rosolate dell’aglio in camicia in un pò di olio EVO. Una volta che quest’ultimo si è insaporito, togliete l’aglio ed aggiungete le zucchine tagliate a cubetti (brunoise) e mezza cipolla. Successivamente i pomodori, sempre tagliati a cubetti.
Mettete a cuocere la pasta e ricordate che cuocerà velocemente. Aggiungete un pò d’acqua di cottura nella padella del sugo, se necessario.
Quando le pappardelle riemergeranno, scolatele alla buona e saltatele per un paio di minuti nella padella con il sugo. Salate e papate a piacimento.
Impiattate. Guarnite con del basilico tritato a coltello. Godete.

Costo: tre euro. Tempo di preparazione: compreso il tempo di riposo della pasta, un’ora e mezza.

Pasta Cosahonelfrigo

Fedele al nome del blog, l’altro giorno ho guardato cosa avevo nel frigo ed è venuta fuori una modifica interessante di una ricetta vecchia e povera. Gustosa, molto gustosa. E veloce, anche.
Spaghetti con olive nere, acciughe e limone. Li adorerete.

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Ingredienti (per due persone):

  • 15 olive nere
  • un ciuffo di prezzemolo
  • 1 acciuga in barattolo
  • buccia di mezzo limone (preferibilmente biologico)
  • una fetta di pane secco
  • una fetta di pancetta
  • 200 grammi di spaghetti
  • sale q.b.
  • olio EVO
  • pepe q.b

Preparazione:

Per questa ricetta è imprescindibile l’uso di un mixer ad immersione, di un blender o di un frullatore…a meno che non siate parenti stretti di Robocop.
Snocciolate le olive nere (io ho usato quelle sotto sale), pelate mezzo limone (dopo averlo ben lavato), prendete un’acciuga in barattolo senza sgocciolarla, e mettete tutto in un bicchiere da mixer…o nel frullatore…o nel blender…o, se siete parenti di Robocop, dove vi pare. Aggiungete olio EVO, sale (poco, l’acciuga è sapida di suo), e frullate il tutto. Deve venire fuori un bel composto nero e molto fluido.
In una padella mettete a sudare della pancetta tagliata molto fine, una testa d’aglio in camicia che toglierete non appena insaporito l’olio, ed, appunto, dell’olio EVO.
In una piccola padella antiaderente, mettete un goccio d’olio ed una panure di pane secco, ottenuta srbiciolando a modo una fetta di pane. Rosolate il tutto. Darà al piatto quel tocco di croccantezza che vi farà impazzire.
Mettete su la pasta, spaghetti nella fattispecie, e, qualche minuto prima della cottura al dente, toglietela e risottatela nella padella con la pancetta. Questo, al solito, creerà un sughetto bello denso, grazie all’amido presente nella pasta e nell’acqua di cottura.
Una volta cotto il tutto, condite la pasta utilizzando il composto olive-acciuga-limone a freddo, impiattate e guarnite con la panure croccante di pane ed un ciuffo di prezzemolo tritato a coltello.
Godete!

Costo: non so se si arriva a due euro. Tempo di preparazione: quindici minuti.

Spaghettini al limone

Negli ultimi anni sono diventato un fan dei prodotti e dei rimedi naturali. Ne ha risentito, ovviamente, anche la mia cucina.
Il limone, in particolare, è una delle meraviglie della natura. Ha più benefici lui, che un tredici a totocalcio. Fa bene ad una gola irritata, ai reumatismi, aiuta la digestione, potenzia il sistema immunitario e purifica l’apparato digerente. Ho letto che cura anche il colera. Vabeh. In poche parole è una manna. In più è anche buono e si presta ad un primo piatto da urlo: gli spaghettini al limone.

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Ingredienti (per due persone):

  • 1 limone
  • 200 grammi di spaghettini
  • un ciuffetto di prezzemolo
  • mezza tazzina di latte
  • 20 grammi di burro
  • sale q.b.
  • pepe q.b.
  • una spolverata di noce moscata

Preparazione:

Per prima cosa, prendete un bel limone, di quelli profumati, giallissimi, belli rugosi, possibilmente meridionale, e lavatelo bene.
Con un pelapatate, pelatelo, poi con un coltello e con molta cura rimuovete la parte bianca dalle scorzette. E’ amara e non ci piace.
Mettiamo l’acqua per gli spaghettini. Premetto che viene buonissimo anche con i tagliolini, ma costano troppo e dovevo mantere fede al nome del blog. Avevo questi in casa.
In una padella, larga, perchè la pasta la risotteremo, mettete il burro e le scorzette di limone. Fiamma bassa, perchè non vogliamo soffriggere nè l’uno nè l’altro, ma vogliamo che il limone rilasci il suo profumo.
Quando l’acqua è a bollore, calate la pasta. Aggiungete la mezza tazzina di latte nella padella e spolverate con la noce moscata. Salate, pepate e togliete le scorzette di limone.
Prima che la pasta sia cotta, i miei spaghettini avevano nove minuti di cottura e li ho tolti al quinto, mettete la pasta nella padella, con abbondante acqua di cottura. L’amido presente addenserà il sughetto. Fiamma alta.
Assaggiate e regolatevi su quanto volete che sia al dente la pasta.
Impiattate, guarnendo il tutto con del prezzemolo tritato a coltello ed una julienne finissima fatta con un paio delle scorzette di limone che avete tolto dalla padella. Inforchettate. Godete.
Enjoy!

Costo: tra il limone e la pasta, forse, arriviamo ad un euro. Tempo di preparazione: dieci, quindici minuti.

Tagliolini con Canocchie (alias Cicale, alias Spannocchie, alias Pannocchie)

Oggi mi andava del pesce, senza spendere soldi perchè non ne ho. Per risolvere la questione e togliermi la voglia, mi sono venute in soccorso loro: le bestie con mille nomi. Spannocchie, Pannocchie, Cicale, Canocchie…comunque si chiamino, sono ottime.

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Ingredienti (per due persone):

  • 200 grammi di tagliolini all’uovo
  • 4 canocchie
  • 2 pomodori
  • 1 zucchina
  • 1 cipolla
  • 1 carota
  • 1 costina di sedano
  • pepe q.b.
  • sale q.b.
  • peperoncino q.b.
  • olio EVO q.b.

Preparazione:

E’ veloce, non preoccupatevi. Ed è economica, state sereni. Prendete  le vostre adorate canocchie e con un paio di forbici tagliate lungo i lati, in modo da tirare fuori la polpa intatta. Mettetela da parte e non buttate nè le teste nè i carapaci.
In un pentolino fate tostare i carapaci e le teste (cambieranno colore, da bianco a rosato), poi aggiungete un filo d’olio, il peperoncino, mezza cipolla e la carota. Dopo un paio di minuti, aggiungete un bel bicchiere d’acqua, salate e lasciate andare. Quello sarà il sughetto che filtreremo ed useremo in seguito.
In una padella, mettete un filo d’olio, l’altra mezza cipolla e fatela dorare. Aggiungete, poi, la zucchina tagliata a cubetti (brunoise) e, successivamente, i pomodori sempre tagliati a cubetti (brunoise…non è una parola onomatopeica che indica il suono di un rutto, è il tipo di taglio, a cubetti appunto).
Mettete sù l’acqua per la pasta.
Prendete il sughetto fatto con i carapaci e le teste e, con l’aiuto di un colino, filtrate il tutto in una tazza.
Nella padella con le zucchine ed i pomodori, a questo punto, aggiungete la polpa della canocchie. Cuoce in fretta, diciamo tre minuti. Nel frattempo la pasta al’uovo sarà quasi pronta e voi, prontamente e con fare ardito, la scolerete per saltarla in padella nei suoi ultimi due minuti di cottura. Aggiungete, mentre saltate i tagliolini, il sughetto filtrato ed aggiustate di sale. Io ho completato il tutto con una spolverata di pepe macinato al momento. A gusto vostro.
Impiattate, sedetevi e godete. Mi ringrazierete in seguito.

Tempo di preparazione: venti minuti. Costo: ho pagato le canocchie un euro e la pasta all’uovo altrettanto. Fate voi.

Pasta e Fagioli – Pork Version

Potete leggere “Pork Version” sia come “Versione con maiale” che “Versione maiala”…vanno bene entrambe.
La pasta e fagioli è uno di quei piatti che mi ricorda mia nonna, la sua casa ed i miei dieci anni. Memorie in un piatto, potremmo chiamarlo anche così.

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Ingredienti (per due persone, abbondanti):

  • 2 barattoli di fagioli in scatola o in vetro
  • 1 peperoncino piccante
  • qualche striscetta di lardo di maiale
  • mezza cipolla
  • 150 gr di mezze maniche rigate
  • sale q.b.
  • pepe q.b.
  • olio EVO q.b.
  • 1 rametto di rosmarino fresco

Preparazione:

Prendete una pentola con i bordi alti ed i barattoli di fagioli. Premetto che questa ricetta sicuramente sarà migliore se utilizzate fagioli non precotti, ma ci va un tempo biblico ed io vado quasi sempre di fretta. Immagino anche voi.
Dicevamo: prendete, quindi, dei fagioli precotti in barattolo o in vetro. Senza vergogna. Io ho usato un barattolo di borlotti ed uno di cannellini. Perchè? Perchè, non nel frigo, ma nel mobile questo avevo.
Sul fondo della pentola mettete a sudare le striscioline di lardo. Sudare non è un termine casuale, piace tanto anche a Simone Rugiati ed io lo adotto volentieri, perchè rende l’idea. Il lardo non deve soffriggere, deve sciogliersi, lacrimare grasso…sudare, insomma. Aggiungete un filo d’olio EVO, il peperoncino e stufate mezza cipolla affettata sottile per qualche minuto a fiamma bassa.
Una volta che ques’ultima sarà appassita, aggiungete il rosmarino, i fagioli privati dell’acqua di conservazione, un bicchiere d’acqua, salate e chiudete con un coperchio.
A parte cuocete la pasta.
Quando la pasta sarà cotta, togliete dal fuoco anche i fagioli. Frullateli grossolanamente, in modo da ottenere una crema non omogenea. Impiattate, aggiustate di sale, pepate, assaporate, ricordate e godete!
Da fare rigorosamente quando fa freddo e magari piove.

Costo: diciamo 70 centesimi di fagioli, quindici di pasta…facciamo un euro e mezzo, va. Tempi di preparazione: una ventina di minuti in tutto.