Pasta e Fagioli – Pork Version

Potete leggere “Pork Version” sia come “Versione con maiale” che “Versione maiala”…vanno bene entrambe.
La pasta e fagioli è uno di quei piatti che mi ricorda mia nonna, la sua casa ed i miei dieci anni. Memorie in un piatto, potremmo chiamarlo anche così.

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Ingredienti (per due persone, abbondanti):

  • 2 barattoli di fagioli in scatola o in vetro
  • 1 peperoncino piccante
  • qualche striscetta di lardo di maiale
  • mezza cipolla
  • 150 gr di mezze maniche rigate
  • sale q.b.
  • pepe q.b.
  • olio EVO q.b.
  • 1 rametto di rosmarino fresco

Preparazione:

Prendete una pentola con i bordi alti ed i barattoli di fagioli. Premetto che questa ricetta sicuramente sarà migliore se utilizzate fagioli non precotti, ma ci va un tempo biblico ed io vado quasi sempre di fretta. Immagino anche voi.
Dicevamo: prendete, quindi, dei fagioli precotti in barattolo o in vetro. Senza vergogna. Io ho usato un barattolo di borlotti ed uno di cannellini. Perchè? Perchè, non nel frigo, ma nel mobile questo avevo.
Sul fondo della pentola mettete a sudare le striscioline di lardo. Sudare non è un termine casuale, piace tanto anche a Simone Rugiati ed io lo adotto volentieri, perchè rende l’idea. Il lardo non deve soffriggere, deve sciogliersi, lacrimare grasso…sudare, insomma. Aggiungete un filo d’olio EVO, il peperoncino e stufate mezza cipolla affettata sottile per qualche minuto a fiamma bassa.
Una volta che ques’ultima sarà appassita, aggiungete il rosmarino, i fagioli privati dell’acqua di conservazione, un bicchiere d’acqua, salate e chiudete con un coperchio.
A parte cuocete la pasta.
Quando la pasta sarà cotta, togliete dal fuoco anche i fagioli. Frullateli grossolanamente, in modo da ottenere una crema non omogenea. Impiattate, aggiustate di sale, pepate, assaporate, ricordate e godete!
Da fare rigorosamente quando fa freddo e magari piove.

Costo: diciamo 70 centesimi di fagioli, quindici di pasta…facciamo un euro e mezzo, va. Tempi di preparazione: una ventina di minuti in tutto.

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Melanzana All In – tataki di melanzana, pasta alla norma, flan di melanzana

Cos’abbiamo nel frigo? Una melanzana. Ecco, con una melanzana da poco meno di mezzochilo, faremo, come per magia, ben tre piatti.
Un piccolo inciso, prima di dedicarci alla preparazione: è vero che il blog si chiama “Cosa ho nel frigo”, ma in questo caso avrei fatto bene a controllare “Cosa ho in casa”. Ero convinto di avere uno stampino per flan, di quelli in alluminio, per il terzo dei piatti in programma…ed invece nada. Zero. Una tragedia. Ma, al di là dell’aspetto molto crumble, vi assicuro che il gusto del flan è davvero speciale.

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Ingredienti (per due persone):

  • 1 melanzana da mezzo chilo
  • 200 gr di pasta lunga
  • 1 cipolla
  • 2 spicchi d’aglio
  • mezzo limone
  • un cucchiaino di aceto balsamico
  • 1 confezione di panna per cucinare
  • 1 uovo
  • 1 tazzina di latte
  • 1 bottiglia di passata di pomodoro
  • un cucchiaio di grana grattugiato
  • un cucchiao di ketchup
  • 1 rametto di rosmarino
  • 6-8 foglie di salvia
  • 3-4 foglie di basilico
  • 1 mazzetto di prezzemolo
  • un pomodoro rosso
  • olio EVO q.b.
  • sale q.b.
  • peperoncino q.b.

Preparazione:

La prima ricetta è di un cuoco che adoro. Torinese, talentuoso, simpatico e con un timbro di voce estremamente rilassante: Davide Scabin. Il piatto in questione, che per motivi che spiegherò in seguito non ricalcherà precisamente tutti i passaggi di Scabin, è il Tataki di Melanzana. Ora, tataki significa “pestato”, quindi non so bene cosa intendesse lo chef, ma a noi poco importa. Diciamo che la cosa fondamentale di questa ricetta è che tratteremo la melanzana come un pezzo di carne.
Sbucciate la melanzana, conservate tutto quello che avanza perchè servirà per le altre due ricette. Ricaviamo dalla polpa due parallelepipedi (circa 4x4x8 cm). Mettiamoli in un piatto e saliamoli da tutti i lati. In questo modo rilasceranno acqua vegetale. Lasciamoli li per una mezz’ora e vedrete che la melanzana, alla fine, sarà bella sudata.
Asciughiamoli, ungiamo con dell’olio EVO tutti i lati, poi su uno in particolare mettiamo un velo di farina, del rosmarino e del prezzemolo tagliato finemente.
In una padella mettiamo dell’olio EVO e mezza cipolla. Successivamente aggiungiamo la polpa di un pomodoro e lasciamo andare a fiamma medio-bassa per un pò. Dopo meno di dieci minuti, togliete tutto dal fuoco e fate freddare. La differenza con la ricetta di Scabin è qui, lui usa l’interno (i semi) di pomodori cotti al forno e dei pomodorini pachino. Per me, però, il forno consuma troppo ed i pachino costano un boato.
Tornando a noi, una volta freddato il tutto, aggiungete il succo di mezzo limone, un cucchiaino di aceto balsamico ed un cucchiaio di ketchup (sia il ketcup che l’aceto balsamico, non sono nella ricetta originale). Frullate con il pimer.
In una padella con olio ben caldo, adagiamo i parallelepipedi di melanzana partendo proprio dal lato più condito, quello con le spezie. Fate rosolare bene. Diciamo due minuti per lato.
Impiattate come da foto. La salsa, agrodolce, contrasterà molto bene con la nostra aromatica melanzana. E questo è il primo dei tre piatti.

Secondo piatto della maratona di melanzana, è il flan. Prendete circa 150 grammi di polpa di melanzana. Ve ne dev’essere avanzata un bel pò dal tataki di prima.
In una padella mettete a rosolare uno spicchio d’aglio in camicia in un filo d’olio EVO. Aggiungete la melanzana tagliata a dadini e fatela rosolare per un paio di minuti, spadellando spesso. Aggiungete quindi mezzo bicchiere d’acqua, coprite e lasciate cuocere a fiamma bassa per venti minuti abbondanti. Vogliamo che la melanzana sia sfatta.
Prendete una ciotola e schiacciate la melanzana con una forchetta, fino ad avere una purea densa e grossolanamente omogenea. In un’altra ciotola mettete l’uovo, il latte e metà confezione di panna. Mescolate il tutto e successivamente aggiungeteci la purea di melanzana.
Prendete due stampini, quelli che a me mancavano, maledizione, ed imburrateli. Mettete il composto in entrambi e fateli cuocere in forno, a bagnomaria, per mezz’ora a 180°.
In una padellina mettete dell’olio EVO, del peperoncino a piacere e l’altro spicchio di aglio in camicia. Una volta imbiondito, togliete sia l’aglio che il peperoncino. Aggiungete della passata di pomodoro (1/3 della bottiglia) e del basilico e fate andare il tutto a fiamma bassa, fintanto che il sugo non si rapprende.
Tirate fuori i flan dal forno, impiattateli adagiandoli su un letto del nostro sugo di pomodoro. Una squisitezz’…ed è anche bello da vedere, se avete ‘sti benedetti stampini. E due.

Terzo ed ultimo piatto: la pasta alla norma. La ricetta originale prevede della ricotta, ma il blog, come ho detto, si chiama “Cosa Ho Nel Frigo”…e nel frigo non avevo ricotta. Quindi, prendete l’altra mezza cipolla in arsenale, affettatela e mettetela a soffriggere in una padella con dell’olio EVO. Tutta la polpa di melanzana che vi rimane, fatela a cubetti, mentre la buccia la taglierete alla julienne. Fine, per favore. Aggiungete il tutto in padella e fate dorare la melanzana. Dopo qualche minuto, aggiungiamo mezzo bicchiere d’acqua, abbassiamo la fiamma e lasciamo andare per una quindicina di minuti.
Aggiungiamo quindi la passata di pomodoro e facciamola restringere un pò. Verso la fine della cottura aggiungiamo la panna avanzata dal flan, il parmigiano grattugiato e, girando, lasciamo cuocere ancora cinque minuti.
A parte cuocete della pasta lunga. Impiattate come da foto e godete. E tre.

Costo: incredibilmente, per tre piatti, siamo sui cinque euro, forse meno. Tempi di preparazione: beh, che ci voglia poco non posso dirlo, ma per tre piatti io ho impiegato un’oretta e mezza in tutto, prendendomela comoda.

Enjoy!

Ragù alla Bolognese Unofficial

Le ricette classiche sono le ricette classiche. C’è poco da fare. Sono i profumi, i sapori e gli odori che, da piccoli, sentivamo a casa la domenica. Risvegliano i ricordi.
Un piatto della tradizione che faccio spesso, anche se leggermente rivisitato in stile quello-che-ho-nel-frigo, è proprio il ragù alla bolognese. E’ buono. Ma buono, buono!

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Ingredienti (per due persone):

  • 200 grammi di impasto per salsicce
  • 200 grammi di pasta lunga, io ho usato i bucatini
  • 8-10 funghi pleuretus
  • 1 carota
  • 1 cipolla e mezza
  • un gambetto di sedano
  • mezza bottiglia di passata di pomodoro
  • mezzo bicchiere di brandy
  • olio EVO q.b.
  • sale q.b.
  • pepe q.b.
  • una spolverata di noce moscata

Preparazione:

La premessa è che ho usato quello che avevo nel frigo. La Bolognese, il ragù alla bolognese, è una ricetta ufficiale e depositata….quindi questo non è un ragù alla bolognese, ma, come dire…come si fa con i film: questa ricetta è ispirata ad una ricetta vera.
Ora, veniamo a noi. Prendete una pentola dai bordi alti. In un filo d’olio mettete a soffriggere cipolle, e sedano e carota tagliati a cubetti. Dopo un minutino aggiungete i funghi e la carne, nel mio caso (avevo quello nel frigo ed il ragù lo preferisco più saporito) ho usato l’impasto per le salsicce, ma va benissimo anche la macinata (che è nella ricetta ufficiale). Lasciate andare il tutto fintanto che sfrigolerà, a quel punto aggiungete il brandy e preparatevi alla sfiammata ed alle bestemmie di chi, dopo, dovrà pulire gli schizzi dalla cucina. Una volta evaporato l’alcool, aggiungete il pomodoro, un goccio d’acqua, la noce moscata, il sale, il pepe e coprite con un coperchio.
Deve cuocere tanto. Da un minimo di tre quarti d’ora ad un paio d’ore. State sempre attenti a che non si attacchi sul fondo della pentola. Aggiungete acqua, nel caso.
A parte, sempre perchè non avevo delle splendide tagliatelle pronte e non avevo voglia di farle in casa, mettete a bollire l’acqua e calate i bucatini.
Impiattate, aggiungete un goccio d’olio a crudo (buono, possibilmente) e godete.
Costo: tre o quattro euro. Tempi di preparazione: variabili dall’oretta alle due ore. Dipende da quanto volete cuocere il ragù.

Enjoy!

Pollo Tandoori release 2013

Il pollo tandoori è una ricetta indiana che prende il nome dal forno utilizzato per la cottura dell’alimento in questione. Il Tandoor. Questo forno, che in realtà ricorda più una fornace, è di forma cilindrica, alimentato a legna e raggiunge e supera i 400° di temperatura.
Dato che questo, però, non è un blog di fai da te, non vi insegnerò a costruirvi cotale altoforno in cucina, ma vi dirò, invece, come utilizzare buona parte degli ingredienti della ricetta originale, per creare un capolavoro (lo so, sono modesto) culinario, economico e relativamente veloce: il pollo tandoori release 2013.

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Ingredienti (per 4 persone):

  • 200 gr di riso originario
  • 400 gr. di pollo
  • 250 gr. di yogurt bianco poco acido
  • 1 zucchina
  • una decina di funghi pleurotus
  • un cucchiaino di zenzero
  • un cucchiaio di curcuma
  • un cucchiaio di paprika piccante (moderatamente piccante)
  • mezzo cucchiaino di coriandolo e cumino pestellati (ridotti in polvere)
  • 2 spicchi d’aglio
  • 1 cipolla
  • uno shot di brandy (circa 25 cl)
  • una tazzina di passata di pomodoro
  • un cucchiao di bicarbonato di sodio
  • sale q.b.
  • pepe q.b.
  • due cucchiai d’olio EVO

Preparazione:

Iniziamo con quello che, ormai, deve essere un must quando fate il pollo: lo tagliate a tocchetti, lo mettete in un sacchetto  alimentare e spolverate con un cucchiaio di bicarbonato di sodio. Lo lasciate riposare per mezz’ora. Fossi in voi, partirei un’oretta prima, perchè tra quest’operazione e la successiva marinatura, passerà un pò di tempo.
Ricordo che il procedimento serve a darci un pollo morbido, succoso, patinato e tendente al giallo più che al bianco.
Trascorso il tempo, sciacquate bene il pollo, mettetelo in una ciotolina ed aggiungete tre quarti di yogurt, lo zenzero ed un pizzico di curcuma e di paprika. Lasciatelo stare per un’oretta.
Nel frattempo prendete una cipolla e tritatela finemente, prendete l’aglio e schiacciatelo appena. Lo vogliamo in camicia.
In una padella mettete a soffriggere aglio e cipolla. Una volta imbionditi, togliete l’aglio, tagliate la zucchina a cubetti (se ve lo chiedono, dite che voi affettate alla brunoise), i funghi in pezzi più grossolani, e mettete tutto in padella. Fateli rosolare, aggiungete lo shot di brandy e, se siete temerari, date fuoco, altrimenti fate assorbire il tutto. Aggiungete, poi, la parte rimanente dello yogurt e tutte le spezie. Salate e pepate.
Diciamo che il tempo di marinatura del pollo è scaduto. Prendetelo, senza sciacquarlo ovviamente, mettete una padella con un cucchiaio di olio EVO sul fuoco e buttateci il pollo. Fiamma alta. Lo vogliamo rosolare giusto un pò, poi lo trasferiremo nell’altra padella, quella con i funghi e le zucchine, per completare la cottura. Se nelle fasi finali lo yogurt si addensa troppo, aggiungete un goccio di latte.
A parte, bollite del riso. Quando sarà pronto, poco meno di quindici minuti, spegnete tutti i fornelli. Impiattate, servite e godete.
Costo: cinque, sei euro. Tempi di preparazione: esclusa la marinatura del pollo, che è lunga, diciamo una mezz’ora.

Enjoy!

Pork Medallion – Medaglioni di maiale in salsa di cachi

Quando si parla di ingiustizie si dovrebbe pensare, per prima cosa, al povero cachi. Un frutto delizioso con un nome agghiacciante.
Personalmente non ne mangio spesso, ma i cachi mi piacciono da morire. Quelli morbidi, arancioni, polposi, che quasi ti si spaccano in mano quando li prendi, che la polpa la mangi con il cucchiaino. Squisiti: sono una marmellata senza barattolo.
Quelli vanigliati, no. Con quelli c’è il sensibile rischio di beccarne uno che, dalle mie parti si dice così, allappa. Ovvero: quando, dopo il primo morso, i denti ti si scoprono come se fossi un cane rabbioso e la lingua ti si incolla al palato, ruvida come quella di un gatto.
Detto questo, ne ho trovati quattro deliziosi ed uno ho deciso di utilizzarlo in questo piatto.

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Ingredienti (per una persona):

  • 1 medaglione di maiale
  • 1/4 di cipolla rossa
  • 1 cachi maturo
  • un cucchiaio raso di zucchero
  • 1 shot di brandy (poco meno di una tazzina da caffè)
  • 2 noci di burro
  • una punta di cucchiaino di semi di finocchio
  • pepe q.b.
  • sale q.b.
  • peperoncino piccante q.b.

Preparazione:

In una padella mettete una noce di burro e lasciate che imbiondisca, aggiungete un paio di fettine di cipolla in modo da insaporire il burro. Appena dorata, togliete la cipolla e sostituitela con la carne. Fiamma medio-alta. Fatela andare per bene su entrambi i lati, poi abbassate la fiamma e finite la cottura per altri due minuti, uno per lato.
In un pentolino, poi, mettete l’ultima noce di burro. Fatelo sciogliere ed aggiungete lo zucchero; io ho usato quello di canna grezzo*, lo preferisco e fa molto meno male dello zucchero bianco. Caramellate lo zucchero con il burro, aggiungete un goccio d’acqua e lasciatelo addensare un pò. Aggiungete la polpa del cachi e continuate a girare. Aggiungete i semi di finocchio ed un pizzico di sale e di peperoncino.
E’ il momento dello shot di brandy. Il primo bevetelo, che non fa mai male. Scherzo. Fa male, ma bevetelo comunque. E va bene, non bevetelo, versatelo nel pentolino e sfumate. Fate ridurre il tutto ad una salsa densa e cremosa. Io la volevo uniforme, quindi alla fine ho dato una bella botta di pimer ad immersione al composto. Ma è solo un fattore estetico, vedete voi.
Impiattate, ricordandovi di salare e pepare la carne, e guarnite con la salsa di cachi. Io ho usato del sale nero vulcanico che, oltre ad essere buono, stava bene nell’impiattamento. Tagliate, inforchettate, inzuppate nella salsa e godete.

Tempi di preparazione: quindici minuti. Costo: il medaglione mi è costato un euro e venti, il cachi 45 centesimi.

Enjoy!

*Sullo zucchero una piccola nota.
Lo zucchero di canna grezzo è terroso, come consistenza, e scuro come colore. Queste, e solo queste, sono le caratteristiche naturali dello zucchero quando non viene trattato. Lo zucchero universalmente conosciuto, invece, quello bianco, è sempre di canna perchè viene estratto dalla canna da zucchero, ma subisce un processo di raffinazione lungo, inquinante e particolarmente tossico. Fu una questione estetica, anni ed anni fa, a determinare questa colorazione. Si decise che bianco era più elegante, poco importava ed importa se per decolorarlo si usa del petrolio. E si, petrolio. Ora, dato che negli ultimi anni si stava spargendo la voce che lo zucchero marrone faceva meno male, le major alimentari cosa hanno pensato bene di fare? Hanno messo in commercio dello zucchero marroncino, che tutti o quasi confondono con lo zucchero di canna grezzo. E’ ambrato e ricorda molto quello bianco. Come mai? Perchè è quello bianco trattato ancora di più, questa volta per dargli un colore diverso in modo da farlo apparire “sano”.
Per non farla troppo lunga, se vi volete bene, comprate lo zucchero di canna grezzo. Grezzo è la parola magica. Ricordate: è terroso, è marrone. E’ naturale.

Idem con Patate

Il piatto non l’ho inventato io, ma Simone Rugiati. Nel ristorante Tartufotto, dove ho avuto il piacere di essere provinato dallo chef di casa alla seconda selezione, la ricetta in questione è decisamente più “cara” e stilosa: è a base di tartufo, come suggerisce il nome del locale, ed il purè di patate è in fiocchi. L’uovo, poi, è cotto a bassa temperatura.
In buona sostanza, il mio piatto non è quello di Simone, ma non trovavo un nome e tant’è. Gli ingredienti di base sono gli stessi, per cui Il nome del mio piatto, di conseguenza, sarà: Idem con Patate.

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Ingredienti:

  • 2 patate
  • 1 uovo
  • un paio di funghi Pleurotus
  • 1 spicchio d’aglio
  • peperoncino q.b.
  • sale q.b.
  • olio EVO
  • pepe q.b.
  • latte q.b.
  • una spolverata di noce moscata
  • 1 noce di burro
  • 1 cucchiaio di aceto di vino bianco

Preparazione:

Mettete a lessare le due patate in acqua fredda. Ricordate che l’acqua delle patate deve sobbollire e non bollire. Non è una finezza lessicale, sta a significare che le uniche bolle presenti, dovranno essere piccole e sul fondo della pentola. Per capire quando sono pronte, pungolatele con una forchetta. Se entra facilmente, è fatta. Mi raccomando, cercate di non testarle di frequente, perchè vi ritrovereste con una patata crivellata e senza più proprietà nutritive. In alternativa, se non avete tempo, potete cuocerle a microonde, avvolgendole in un pò di pellicola trasparente. Non perdono le loro proprietà, ma personalmente non amo le cotture con il microonde…diciamo che alcuni studi mettono in evidenza che c’è la possibilità che gli alimenti si modifichino a livello genetico.
In una padella fate rosolare dell’aglio e del peperoncino. Toglieteli e sostituiteli con i funghi.
Quando le patate sono pronte, pelatele (ovviamente ustionandovi le dita come me) e schiacchiatele con una forchetta. Salate e pepate. In un pentolino, magari lo stesso dove le avete bollite, ma dopo averlo lavato, aggiungete alle patate la noce di burro, un goccio di olio EVO, del latte (io ho usato quello di soia perchè quello c’era nel frigo) e girate. La quantità di latte dipende da quanto volete che il purè risulti vellutato e fluido, e da quali patate avete usato e di che dimensioni. Una spolverata di noce moscata ed il purè è pronto.
Anche i funghi saranno pronti a questo punto, per cui, spegnete tutto.
In un pentolino, poi, mettete a bollire dell’acqua con un cucchiaio di aceto. Ci serve per l’uovo in pochette, che, come sapete, io adoro. Una volta a bollore, spegnete la fiamma e con un cucchiaio, o un frustino se vi sentite fighi, create un piccolo vortice nell’acqua. Versate l’uovo al centro del gorgo, attenti a non rompere il tuorlo, e lasciate che si addensi mentre segue il movomento dell’acqua. Tre minuti ed avrete un eccellente uovo in pochette. Impiattate il tutto come in foto e godete!

Costo: minimo. Tempi di preparazione: escluso il tempo occorso per lessare le patate, venti minuti.

Enjoy!!

Indian Chicken Deluxe

L’ho già detto che mi piace il pollo? Si, di sicuro l’ho già detto.
Beh, questa è una ricetta che, con qualche espediente, può diventare un must. Se avete amici a cena o semplicemente vi va di mangiare qualcosa di gustosamente gustoso, ecco cosa dovete fare.

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Ingredienti (per 4 persone):

  • 400 gr di pollo
  • 1 zucchina
  • 1 peperone
  • 1 cipolla
  • 350 gr di riso originario
  • 750 ml di latte
  • due cucchiai di farina (belli pieni)
  • 50 gr di burro
  • curry a piacere
  • paprika piccante a piacere
  • curcuma a piacere
  • olio EVo q.b.
  • sale q.b.
  • pepe q.b.
  • farina q.b.
  • 2 chiare d’uovo
  • due cucchiai di bicarbonato

Preparazione:

Quante volte vi siete chiesti come fanno i ristoranti cinesi a servire quel pollo morbido, succoso, viscido, ma piacevole? Io tante che alla fine ho deciso che era il caso di svelare l’arcano mistero. E così è stato.
La chimica ci viene in aiuto.
Prendete il vosto pollo, tagliatelo a tocchetti, ed infilatelo in un sacchetto alimentare insieme a due cucchiai di bicarbonato di sodio. Si, quello per il mal di stomaco. Shackerate il tutto per bene.
Il bicarbonato impedirà al pollo, ed in generale a tutte le carni bianche, di avviare un processo interno che genera un difetto chiamato PSE, che sta per pallid-soft-sudative, letteralmente (riferito alla carne): pallida, molle, sudata. E’ una caratteristica di tutte le carni bianche, principalmente di pollo e tacchino. Motivo per cui i due signorini qui sopra quando li cuoci vengono quasi sempre secchi, a meno di non rosolarli violentemente per sigillarli. Il che esclude comunque la possibilità di una cottura lunga.
In buona sostanza, per quello che vogliamo fare noi, l’uso del bicarbonato farà in modo che il pollo non perda liquidi in cottura, che la carne resti consistente, ma non “molle” e che il colore tenda allo scuro piuttosto che al pallido.
Tralascio le spiegazioni scientifiche, perchè mi sono dovuto leggere due tesi di laurea per capirci qualcosa e comunqune resta, in parte, un’alchimia inspiegabile al pari della fetta biscottata che cade sempre dal lato imburrato.
Voi fidatevi. Funziona.
Dopo mezz’ora lavate per bene il pollo sotto l’acqua corrente, poi infarinatelo leggermente e mettetelo a marinare insieme alle chiare d’uovo e del sale. Un’ora.
Trascorso il tempo, possiamo passare alla preparazione vera e propria del piatto.
In un pentolino mettete 30-40 grammi di burro e due cucchiai abbondanti di farina. Tostatela e, quando il composto risulterà brunito, aggiungete mezzo litro di latte. Si, è una besciamella. Si, senza noce moscata. Al suo posto, invece, abbondate in curry e dosate a piacimento la paprika piccante. Fatela rassodare e tenete da parte.
In una padella mettete a rosolare mezza cipolla. Tagliate le verdure a cubetti (io avevo anche delle erbette, oltre a peperoni e zucchine) e saltatele insieme alla cipolla. Di tanto in tanto, aggiungete dell’acqua. Non tanta perchè vogliamo sempre che soffriggano e non che si stufino. Salate.
Una volta cotte, aggiungete la besciamella al curry.
In un’altra pentola, questa volta ne preferirete una dai bordi alti, mettete dell’olio, il burro rimanente, l’altra mezza cipolla ed i pollo. Fatelo cuocere a fiamma vivace per pochi minuti, girando spesso per evitare che si attacchi al fondo. Aggiungete poi 250 ml di latte, abbassate la fiamma, salate ed aggiungete curcuma e pepe (ricordatevi che solo con il pepe il vostro corpo assorbirà la vitamina c presente nella curcuma). Fatelo andare finchè il latte non sarà diventato una salsa densa.
Mettete a cuocere del riso. Lo vogliamo naturale. Lesso.
Una volta pronto, impiattate il tutto. Riso, contorno di verdure con besciamella al curry, ed una bella mestolata di pollo in salsa. Mi ringrazierete, credetemi.

Costo: direi cinque o sei euro per quattro persone. Tempo di preparazione: marinatura esclusa, mezz’ora.

Enjoy!

p.s. Esistono altri tipi di marinatura che rendono morbida la carne di pollo, ad esempio la marinatura nel latte per 8-10 ore, oppure quella nello jogurt per 3-4 ore…ma questa è la più rapida ed economica, secondo me.